It-Wallet, il portafoglio digitale nella Pubblica amministrazione: ecco cosa cambia
Documenti a portata di "clic" e burocrazia snellita: così il portafoglio digitale potrà cambiare il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione
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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 19 marzo 2026, avvenuta lo scorso 3 agosto, il sistema It Wallet fa il suo ingresso in una nuova fase operativa. Il portafoglio digitale pubblico che molti italiani hanno già conosciuto attraverso l'app IO, smette così di essere un progetto per diventare una realtà normativa a tutti gli effetti. Il sistema, inoltre, diventerà un riferimento obbligatorio per la Pubblica amministrazione che dovrà adeguarsi al sistema stesso. I cittadini, invece, potranno scegliere se utilizzare il portafoglio digitale - gratuito - oppure continuare a utilizzare i documenti tradizionali in formato tessera.
L'obiettivo: avere tutto sul proprio smartphone
L'obiettivo dell'iniziativa è piuttosto semplice: consentire a tutti di avere a portata di clic sul proprio smartphone documenti e certificati che oggi, spesso, richiedono ancora passaggi burocratici, copie cartacee e verifiche allo sportello. Tra questi rientrano, per esempio, carte d'identità, patenti di guida, certificati anagrafici, attestati, licenze e altri documenti ufficiali riconosciuti dallo Stato.
L'obbligo di It-Wallet nella Pubblica amministrazione
PagoPA, società pubblica che oggi gestisce l'app IO, avrà il compito di mettere a disposizione l'infrastruttura necessaria perché le amministrazioni pubbliche possano utilizzare l'It-Wallet e, in futuro, consentire l'accesso anche a soggetti terzi privati compatibili con il sistema. Un altro ruolo importante sarà assegnato all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Quest'ultimo si occuperà del rilascio degli attestati elettronici di interesse pubblico, utilizzando le informazioni presenti nelle banche dati pubbliche, come l'Anagrafe nazionale della popolazione residente.
Cosa cambia per i cittadini
Per ora i cittadini non saranno obbligati a utilizzare il portafoglio digitale. Chi vorrà, come anticipato, potrà continuare a portare con sè i documenti tradizionali. Per chi sceglierà, invece, di utilizzare It-Wallet il vantaggio sarà quello di avere sempre a portata di clic la documentazione necessaria al fine di poterla esibire quando necessario riducendo le tempistiche. Il sistema riguarda, inoltre, attestazioni e documenti digitali collegati alla Pubblica amministrazione al fine di rendere di rendere più semplice e immediato il rapporto tra cittadini, uffici pubblici e servizi online. La novità riguarda anche il valore degli attestati, i documenti presenti nel portafoglio digitale saranno riconosciuti come strumenti ufficiali e potranno ridurre i controlli manuali richiesti agli uffici pubblici.
Il nodo sulla privacy e sulla sicurezza
La protezione dei dati personali di coloro che sceglieranno di utilizzare It-Wallet rappresenta il punto più delicato dell'intero progetto. Questo perché all'interno del portafoglio digitale finiranno dati sensibili provenienti dalle carte d'identità, dalle certificazioni e dalla Pubblica amministrazione. Proprio per questo motivo le regole stabiliscono che chi gestisce il sistema non potrà raccogliere informazioni sui propri utenti che non siano realmente necessarie a offrire il servizio. Il principio alla base dell'intera operazione è quello della "separazione dei dati": avere un documento digitale non significa creare un grande archivio contenente tutte le informazioni di una persona utilizzabili per altri scopi. È vietato, inoltre, collegare dati identificativi degli utenti con informazioni provenienti da servizi diversi, evitando così che il portafoglio digitale diventi uno strumento di profilazione degli utenti.
Servizi a pagamento rinviati a un provvedimento successivo
La definizione di eventuali servizi aggiuntivi a pagamento, che potrebbero essere rivolti a imprese e professionisti, è stata rimandata a un provvedimento successivo che dovrà assicurare un adeguato spazio di autonomia a tutti i soggetti del sistema. Operazione, quest'ultima, che ha l'obiettivo di rendere il sistema sostenibile anche dal punto di vista economico, senza gravare sulle tasche dei cittadini per le funzionalità di base.
