La scheda

Com'è fatto il CH-47, l'elicottero da trasporto truppe precipitato in Bosnia

Pilastro dell'aviazione, può trasportare fino a 54 uomini: usato per la prima volta in Vietnam, è in dotazione all'Esercito italiano da oltre 50 anni

29 Ott 2026 - 21:42
 © Ansa

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Coinvolto nello schianto in Bosnia, l'elicottero da trasporto truppe CH-47 è un aeromobile prodotto dalla Boeing in servizio nell'Esercito italiano da oltre cinquant'anni. Molto versatile, ha condotto missioni sia di carattere operativo, sia di carattere umanitario sul territorio nazionale e all'estero.

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Il CH-47, pilastro dell'aviazione

 Il CH-47 è in grado di trasportare fino a un massimo 54 uomini completamente equipaggiati o, in configurazione di evacuazione medica, fino a 24 barelle e 3 aerosoccorritori. Dispone di tre ganci sotto la fusoliera. Il gancio centrale ha una capacità di sollevamento fino a 11.300 kilogrammi, consentendo il trasporto sospeso di pezzi d'artiglieria, veicoli leggeri (come gli Humvee) o container. È dotato di due rotori e di due potenti sistemi di propulsione. La velocità e la capacità di trasporto ne fanno un mezzo economicamente conveniente, essendo il suo costo per tonnellata-chilometro il più basso se paragonato a quello di altri elicotteri. Il velivolo ha una fusoliera lunga 15,54 metri ed è alto 5,66 metri. Il rotore principale ha un'apertura di 18,3 metri. La sua velocità massima è di circa 300 km all'ora.

In servizio dalla guerra in Vietnam

 Gli Stati Uniti sono il primo Paese per numero di dotazione, con diverse centinaia di esemplari, ma diversi altri Paesi compresa l'Italia dispongono del Chinook. La sua produzione iniziò nel 1954 e all'estero venne usato per la prima volta nella guerra del Vietnam a partire dal 1962. La flotta italiana è stata progressivamente aggiornata alla versione più moderna ICH-47F (Improved Cargo Helicopter, prodotta su licenza Boeing da Leonardo), dotata di un cockpit digitale multifunzione ad architettura avanzata, sistemi di autoprotezione e contromisure elettroniche di ultima generazione

In Italia da 50 anni

 Tutti i Chinook italiani sono concentrati in un unico polo di eccellenza basato a Viterbo in dotazione al 1° Reggimento AVES "Antares". In particolare, è il 28° Gruppo Squadroni "Tucano" a operare direttamente i giganti a doppio rotore. I piloti e gli equipaggi dell'Antares sono addestrati per operare in contesti ad alto rischio, cooperando strettamente con i reparti speciali italiani per l'infiltrazione ed esfiltrazione tattica, anche in modalità notturna. Il Chinook è stato il "mulo" dell'Esercito Italiano in quasi tutte le principali missioni all'estero, tra cui Somalia, Albania, Kosovo, Iraq e Afghanistan. Qui il CH-47 si è rivelato un mezzo aereo fondamentale: ha operato ad altitudini elevatissime e su terreni desertici o montuosi, dove altri elicotteri non potevano arrivare, trasportando truppe, blindati leggeri e materiali negli avamposti più isolati.

L'utilizzo civile

 Oltre alle missioni puramente militari e di forze speciali, è ampiamente utilizzato in ambito civile per la protezione civile, l'antincendio boschivo e gli aiuti umanitari in caso di calamità naturali, come durante i terremoti in Centro Italia e le grandi nevicate. I motivi dell'interessamento di molte forze armate a questo elicottero sono legate alle elevate capacità di carico interne ed esterne. Il Chinook è in grado di trasportare materiale su ben tre punti d'aggancio nella parte ventrale della fusoliera impiegando il gancio baricentrico ed i ganci anteriore e posteriore, utilizzabili singolarmente, in tandem (anteriore e posteriore) o anche tutti insieme.

Il tragico precedente

 Quello in Bosnia non è il primo incidente che vede coinvolto un CH-47 in dotazione all'Esercito italiano. Il 30 marzo 1980 ad Abu Dhabi cadde il MM80825, un Boeing-Vertol CH-47C provocando la morte di 10 militari italiani. La causa dell'incidente, come riferita dall'allora ministro della Difesa Lelio Lagorio, fu attribuita all'urto del rotore posteriore con una struttura a terra durante una manovra di posizionamento, con conseguente perdita di controllo e fuoriuscita di carburante, che a sua volta prese fuoco. Oltre all'equipaggio militare, persero la vita tre dei quattro tecnici civili presenti a bordo.

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