La ricerca

Obesità, il ruolo dell’intestino nella regolazione di sazietà e nel comportamento alimentare

La ricerca mostra come i segnali che arrivano dal tratto gastrointestinale possano avere un'influenza sulla gestione del peso

29 Giu 2026 - 16:17
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 © Ufficio stampa

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L’intestino è uno degli snodi che partecipano alla regolazione di fame, sazietà e comportamento alimentare, giocando un ruolo attivo nella gestione dell’obesità: si tratta di una prospettiva sostenuta da una recente review, che ha analizzato il ruolo giocato dell’asse intestino-cervello. Nella gestione dell’obesità il bilancio calorico resta necessario, ma la possibilità di mantenerlo nel tempo dipende anche da come l’organismo risponde al pasto. “L’obesità è una traiettoria clinica che richiede stabilità e oggi sappiamo che il controllo del peso passa necessariamente dal bilancio calorico”, ha spiegato Giuseppe Rovera, nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Specialista in Psicologia Clinica, Primario Medicina Clinica San Luca Torino, Presidente Piemonte e Valle d’Aosta SIO (Società Italiana Obesità). Tuttavia “la possibilità di raggiungerlo e mantenerlo nel tempo dipende anche dai meccanismi che regolano fame e sazietà”.

Il ruolo del microbiota

 Dunque il punto non è soltanto quanto si mangia, ma anche quali segnali aiutano a regolare fame e sazietà. E il microbiota entra in questo quadro come parte dell’ecosistema intestinale: alcuni studi hanno indagato i possibili legami con comportamento alimentare, metabolismo e risposta agli interventi. Una review pubblicata su Cell Reports Medicine analizza proprio questo passaggio, ricostruendo il rapporto tra microbioma intestinale, dieta, chirurgia bariatrica e terapie farmacologiche, e mostrando come queste strategie possano a loro volta modificarne composizione e funzione. “Se oggi l’obesità è riconosciuta come una patologia cronica, allora dobbiamo affrontarla con una logica di lungo periodo”, ha aggiunto Rovera. “La gestione del peso non si misura solo su quanto si perde all’inizio, ma su quanto quel risultato riesce a stabilizzarsi nel tempo. Per questo è fondamentale poter contare su opzioni terapeutiche diverse, farmacologiche e non, da integrare in modo personalizzato lungo il percorso”.

Gli approcci locali

 In questo contesto possono diventare rilevanti anche approcci capaci di agire localmente nel tratto gastrointestinale: in questa direzione si collocano soluzioni con un meccanismo fisico-meccanico, pensate per contribuire alla sensazione di pienezza e al mantenimento della sazietà senza modificare la fisiologia digestiva. Tra questi rientra un idrogel superassorbente - Plenity di Theras - composto da un derivato della cellulosa e acido critico, due ingredienti di origine naturale. Assunto con acqua prima dei pasti, il materiale a livello dello stomaco si idrata, assorbe grandi quantità di acqua e aumenta di volume, formando una matrice gelificata. “Non è semplicemente una questione di volume, ma di progettazione del materiale. La struttura tridimensionale è studiata per mantenere stabilità ed elasticità durante il transito gastrointestinale, così da esercitare un’azione fisico-meccanica locale e prolungata sui segnali di pienezza e sazietà, per poi disgregarsi in modo controllato. Questo consente un’azione efficace ma reversibile”, ha spiegato Alessandro Sannino, professore di Scienza dei Materiali all’Università del Salento e ideatore della tecnologia Plenity.