Epatite A: cos'è, come si cura e cosa si rischia
Contraibile in caso di contatto con acqua o cibo contaminato, porta con sé una lunga lista di sintomi. Diverse le cure disponibili, tra cui il vaccino
© Afp
L'epatite A è tornata a occupare le pagine dei giornali a causa del focolaio in Campania, dove 150 persone sono state ricoverate nel solo mese di marzo. Si tratta di una diffusione di dieci volte superiore rispetto alla media dell'ultimo decennio. Ma cos'è l'epatite A, quali rischi corre chi la contrae e come avviene il contagio?
Cos'è l'epatite A?
È un'infiammazione acuta del fegato causata dal virus dell'epatite A, o HAV. A differenza delle epatiti B o C, l'epatite A non cronicizza mai: una volta guariti, il virus scompare e si acquisisce un'immunizzazione permanente. In poche parole, non ci si ammala più.
Quali sono le cause dell'epatite A?
Il virus dell’epatite A si diffonde principalmente attraverso la materia fecale. Il contatto con quantità anche minime di feci contaminate porta facilmente al contagio. Il virus arriva così al fegato, causando un'infiammazione.
Come avviene il contagio?
Il virus si trasmette per via orale, con l'ingestione di acqua e cibi contaminati da persone infettate, o per contatto sessuale diretto con persone infette, anche se asintomatiche. Nel caso di Napoli, si tratterebbe dell'ingestione di frutti di mare rimasti a contatto con acqua contaminata.
Quali sono le differenze con gli altri due tipi di epatite?
L'epatite B e l'epatite C si trasmettono non per via oro-fecale bensì tramite sangue e fluidi corporei. Entrambe possono diventare infezioni croniche e progredire in cirrosi e cancro al fegato, in particolare carcinoma epatocellulare. Se per l'epatite B esiste un vaccino obbligatorio, per l'epatite C sono disponibili cure antivirali.
© Withub
I rischi delle epatiti B e C rispetto all'infezione di tipo A
Quali sono i sintomi principali dell'epatite A?
Il periodo di incubazione della malattia è di circa quattro settimane. I sintomi dunque compaiono più o meno un mese dopo l'infezione e comprendono: affaticamento, nausea e vomito, febbre leggera, dolori muscolari e dolori addominali nell'area del fegato, colorazione giallastra della pelle e degli occhi, urine di colore scuro e feci chiare.
Quali sono i rischi?
L'epatite A è considerata pericolosa solo quando si verifica in soggetti anziani o con altri problemi di salute. Nei bambini è spesso asintomatica mentre nei pazienti più adulti può arrivare a richiedere l'ospedalizzazione.
Quanto dura l'infezione?
La fase sintomatica dura in media tra le otto e le dieci settimane, ma in alcuni casi può arrivare fino a sei mesi.
Come si cura l'epatite A?
Non esiste una terapia farmacologica specifica contro il virus HAV. Solitamente si lascia che l'infezione receda spontaneamente, senza lasciare danni permanenti all'organo. La cura si concentra dunque sul contenimento dei sintomi. I consigli più comuni sono il riposo assoluto, una dieta leggera povera di grassi e ricca di zuccheri, divieto assoluto di alcol e limitazione di farmaci per evitare un affaticamento del fegato.
Come si può prevenire?
Il metodo più efficace consiste nella vaccinazione, somministrata in due dosi a distanza di 6-12 mesi. Il vaccino offre una protezione vicina al 100% e garantisce una sintomatologia molto più lieve. Altra buona pratica, soprattutto nelle zone a più alto rischio, è evitare di consumare molluschi crudi e lavare accuratamente frutta e verdura con acqua non contaminata. In ogni caso, per contenere la diffusione dell'infezione è bene lavare sempre le mani dopo aver usato il bagno e prima di maneggiare il cibo.
