ha realizzato la prima cellula sintetica

E' morto Craig Venter, lo scienziato che aveva letto il genoma umano

Aveva 79 anni ed era ricoverato a seguito di una terapia tumorale

30 Apr 2026 - 14:53
 © Ansa

© Ansa

La sua piccola azienda ha sfidato un colosso come il Progetto Genoma Umano e lo ha battuto sul tempo ottenendo in un tempo record la prima mappa del Dna umano. Era il 2000 quando Craig Venter, allora a capo della Celera, apriva la nuova era nella quale biologia, genetica e computer interagivano e che nel 2010 ha portato a ottenere la prima cellula sintetica, il cui Dna era stato progettato al computer. Scienziato e imprenditore, dal sorriso ironico e insofferente alla burocrazia, Venter è morto a San Diego all'età di 79 anni per "per effetti collaterali inattesi derivanti dal trattamento di un tumore diagnosticato di recente", comunica l'istituto che porta il suo nome, il J. Craig Venter Institute (JCVI), che Venter aveva fondato nel 2006.

Un "leader scientifico visionario", lo definisce il suo istituto riferendosi alla strada che Venter aveva aperto: la biologia sintetica. Già dai tempi della prima mappa del genoma umano, Venter guardava lontano nel tempo, alla possibilità di programmare il Dna di microrganismi come i batteri per trasformarli in fabbriche di carburanti o di farmaci o ancora in spazzini per liberare dagli inquinanti acque e suolo. Catturare il Dna degli oceani è stato un altro dei suoi obiettivi, accanto alle ricerche sulla longevità e all'invecchiamento. Progetti che adesso sono più vicini a diventare realtà. Per esempio, è di due settimane il risultato dell'Università di Harvard che ha combinato biologia sintetica con l'ingegneria dei tessuti per far sviluppare cellule del fegato direttamente nell'organismo di un topo. Le sue idee a volte hanno spaventato, tanto che nel 2008 una rivista americana ha pubblicato in copertina una foto di Venter scrivendo ''gioca a fare Dio''.

Nato il 14 ottobre 1946 a Salt Lake City, diceva di sé stesso di preferire il surf allo studio. Alla fine degli anni '60 ha combattuto in Vietnam dove, nel contatto quotidiano con i feriti, ha deciso di studiare medicina. Tornato negli Usa, si è però dedicato alla biochimica, all'Università della California a San Diego, dove si è laureato nel 1972 e dove nel 1975 ha conseguito il dottorato. Dopo un breve periodo di insegnamento alla State University of New York a Buffalo, nel 1984 ha cominciato a lavorare ai National Institutes of Health. Qui ha avuto modo di approfondire ricerche di genetica, mettendo a punto una tecnica di sequenziamento del Dna veloce, chiamata "shotgun". La considerava così utile per la salute pubblica da presentarla al Congresso Usa. Una decisione non condivisa dai Nih. La rottura completa con l'istituzione è avvenuta poco dopo, davanti al rifiuto di includerlo nel Progetto Genoma Umano. Venter ha lasciato così i Nih, portando con sé la tecnica shotgun per sequenziare il Dna e cercando finanziamenti privati per avviare l'azienda Celerea Genomics. E' stato così che una piccola azienda privata ha sfidato il gigantesco Progetto Genoma Umano, finanziato con fondi pubblici e che faceva capo al gruppo dei Nih guidato da Francis Collins. A metà febbraio 2001 la Celera pubblicava la mappa sulla rivista Science e il Progetto Genoma su Nature.

Anche il rapporto con la Celera ha avuto una breve durata e nel 2005 Venter ha fondato la Synthetic Genomics, dove nel 2010 ha ottenuto la prima cellula sintetica (una definizione che Venter preferiva a 'cellula artificiale'), con un Dna progettato al computer e che non esisteva in natura. Il passo successivo è arrivato nel 2016 con Syn 3.0, il genoma minimo, con i geni essenziali alla vita: una sorta di mattoncino Lego della vita sintetica al quale aggiungere geni specializzati e ottenere in questo modo batteri capaci di svolgere funzioni impossibili allo stato naturale. E' del 2021 la prima cellula sintetica in grado di crescere e di replicarsi.