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Domenica 5 maggio la Giornata Mondiale per lʼIgiene delle mani

I report mostrano come sempre più batteri siano resistenti agli antibiotici: le infezioni correlate allʼassistenza fanno più morti degli incidenti stradali

Domenica 5 maggio la Giornata Mondiale per l'Igiene delle mani

Si celebra domenica 5 maggio la Giornata Mondiale per l'Igiene delle mani. Promossa dall'Organizzazione mondiale della Sanità, l'Oms, l'iniziativa vuole sensibilizzare e combattere le infezioni correlate all’assistenza (le cosiddette Ica) e la diffusione di batteri multi-resistenti agli antibiotici da mani non pulite.
Uno studio condotto negli Stati Uniti ha calcolato che in quel Paese circa 75mila pazienti muoiono in un anno a causa delle Ica, mentre a livello europeo i decessi annui sono circa 29mila, di cui 2.600 in Italia. Cifre che non possono lasciare indifferenti se si considera che ogni anni sono 26mila i decessi per incidenti stradali.

In Italia in uno studio del 2016 che ha interessato 56 ospedali di 19 Regioni sono state osservate Ica nell’8% degli oltre 14.000 pazienti analizzati. Il 22% era presente al ricovero; l’85% originata nell’ospedale. Secondo uno studio del 2013, condotto dallo European Centre for Diseases Control (ECDC), si stima che siano 3,2 milioni i pazienti con Ica in un anno negli ospedali d'Europa. Le più frequenti forme di Ica sono polmoniti (23%), infezioni sito chirurgico (19%), infezioni delle vie urinarie (19%) e batteriemie da Catetere venoso centrale (11%).

“Queste cifre parlano da sole. Ci trasmettono la dimensione di un’epidemia che si abbatte ogni giorno silenziosamente nei luoghi che sono nell’immaginario collettivo deputati alla cura e prevenzione. Occorre sensibilizzare non solo il personale medico e paramedico che vi opera ma anche la popolazione che tutti i giorni entra in un ambiente di cura per aiutare e assistere familiari ammalati” sottolinea Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI e Direttore dell'Unità Operativa di Microbiologia dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale Ovest milanese.

Il problema emergente è la diffusione di batteri multi-resistenti agli antibiotici (Mdr). “Oltre il 25% delle ICA è causato da batteri Mdr. Oggi, con l’abuso degli antibiotici, non facciamo altro che selezionare i batteri più resistenti ed eliminare i batteri più sensibili” sottolinea Annibale Raglio, Coordinatore di un Comitato di Studio dell’AMCLI e membro del Direttivo SIMPIOS. Secondo uno studio commissionato dal Ggoverno inglese, si stimano 750mila morti nel mondo per anno a causa della resistenza agli antibiotici e che, se non si controllerà la diffusione dei batteri multi-resistenti, nel 2050 si conteranno 10 milioni di morti. Più del cancro che ne fa 8 milioni. Nel 2050 la resistenza agli antibiotici costerà 100 trilioni di dollari Usa del prodotto interno lordo mondiale. “Se l’Italia è in media con gli altri paesi europei per la percentuale di Ica, non lo è purtroppo per la circolazione di batteri resistenti agli antibiotici. L’Italia è il paese europeo dove si hanno più decessi a causa dei batteri Mdr” aggiunge Raglio.

Nella cornice della Giornata promossa dall'Oms, si svolgerà a Bergamo dal 6 all’8 maggio il primo Corso Europeo sullo sviluppo e l’implementazione della prevenzione e controllo delle Ica e dei batteri Mdr, coordinato dal Comitato Europeo per il Controllo delle infezioni (EUCIC) della Società Europea di Microbiologia Clinica e delle Malattie Infettive (ESCMID) e in collaborazione con Società Italiana Multidisciplinare per la prevenzione delle IOS (SIMPIOS), Società Italiana dei Microbiologi (SIM), Associazione dei Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI), Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), Società Italiana di Igiene (SITI) e la Federazione Italiana delle Società di Medicina (FISM).

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