È stato inaugurato a Sospiro, vicino a Cremona, il primo Centro Nazionale per il Trattamento delle Psicopatologie nell'Autismo e nelle Disabilità Intellettive, grazie alla Fondazione Sospiro ETS. La struttura, unica nel panorama italiano ed europeo, ha la peculiarità di rispondere in maniera strutturata, integrata e altamente specializzato ai bisogni delle persone con autismo e disabilità intellettive che presentano quadri psicopatologici complessi. Un tema cruciale, che negli ultimi venti anni ha visto crescere in maniera esponenziale e significativa i propri numeri in tutto il mondo: le stime attuali dell’ISS indicano un nuovo caso ogni 77 nascite (nella fascia di età 7-9 anni).
Le diagnosi di autismo
L’incremento delle diagnosi è in gran parte correlato a una maggiore capacità diagnostica degli specialisti attraverso un riconoscimento del rischio clinico fin dalla più tenera età e, al contempo, una maggiore capacità di rilevare forme più lievi rispetto al passato, soprattutto in età avanzata. “Con il Centro Nazionale Autismo potremo offrire quei trattamenti efficaci che a oggi, in Italia, molti soggetti con autismo non hanno avuto”, ha sottolineato il direttore della Fondazione Sospiro ETS, Fabio Bertusi. “Migliorare la qualità di vita delle persone con autismo e delle loro famiglie è il nostro più grande obiettivo che si inserisce perfettamente nella mission della nostra Fondazione”.
Le parole della ministra Locatelli
A tagliare il nastro nel giorno dell’apertura è stata la ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli: “L’inaugurazione del primo Centro nazionale dedicato al trattamento dei casi complessi nelle persone con disturbo dello spettro autistico e disabilità intellettive rappresenta un passo importante per tutto il Paese”. La ministra ha spiegato che “nasce un luogo che mette al centro la persona, la dignità, il diritto alla cura e il sostegno concreto alle famiglie. Ringrazio Fondazione Sospiro, il presidente Giovanni Scotti, il professore Serafino Corti, tutti i professionisti, gli operatori, le istituzioni e le famiglie che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante traguardo, che dimostra quanto sia importante lavorare insieme, unendo competenze sanitarie, ricerca, formazione e attenzione sociale, per costruire percorsi sempre più personalizzati e rispondenti ai bisogni reali delle persone”.
