Sanità spaccata in due: meglio al Nord
Divari assistenziali anche all'interno della stessa regione. Edifici a rischio in caso di terremoto
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Il diritto alla salute non è uguale per tutti, almeno quello garantito dal Sistema sanitario nazionale italiano. Servizi e cure sanitarie, infatti, non sono garantiti allo stesso modo sul territorio, spesso con disomogeneità forti anche all'interno di una stessa regione. In più la maggior parte degli edifici ospedalieri è vecchia, a rischio "sbriciolamento" in caso di forti sismi. A delineare questo quadro è la relazione conclusiva della Commissione d'Inchiesta del Senato sul Sistema sanitario nazionale.
Differenze assistenziali - L'istantanea emerge da nove filoni di inchiesta, e indica per il presidente della Commissione Ignazio Marino "la necessità di dotarsi di un'agenzia nazionale di controllo sul servizio sanitario: uno strumento super partes, slegato dalla politica, che valuti le pratiche sul territorio in modo programmatico".
Stridono le differenze nei livelli di assistenza tra le diverse regioni, in particolare fra Nord e Sud ma non solo. Chi si rompe un femore, per fare un esempio, viene operato entro 48 ore nell'83 per cento dei casi nella Provincia autonoma di Bolzano, ma solo nel 16 per cento in Basilicata.
Per l'accesso alle cure mentali, sottolinea Marino, ci sono "disomogeneità forti anche all'interno della stessa regione: in Calabria la percentuale di pazienti maggiorenni accolti nei Dipartimenti di salute mentale varia da un minimo del 29 a un massimo del 48 per cento". C'è un dato che "ha sorpreso tutti i membri della Commissione": in 91 strutture ospedaliere italiane si pratica ancora l'elettroshock, di queste 14 sono in Sicilia.
Strutture a rischio - Quadro negativo sul piano degli edifici ospedalieri: il 75 per cento delle strutture verificate, circa 200, mostra "gravi carenze" e "si sbriciolerebbe" in caso di sismi di 6,2-6,3 su scala Richter. Il 60 per cento avrebbe “carenze per terremoti abbastanza importanti” (intensità 6). Almeno 500 le strutture in zone sismiche che avrebbero bisogno di interventi.
"Curare" il dolore - Tra i filoni di inchiesta della Commissione del Senato anche una prima verifica dell'adeguamento del Ssn alla legge sulla terapia del dolore: il 71 per cento delle strutture ospedaliere si è adeguata alla normativa, ma le disparità territoriali sono evidenti: il Nord sopra la media, il Sud sotto.
