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A Monza in arrivo "Il Paese ritrovato", il primo villaggio interamente dedicato ai malati di Alzheimer

Il Consiglio comunale ha approvato lʼavvio del cantiere. Secondo Roberto Mauri, direttore de "La Meridiana", la cooperativa che gestirà la struttura, "sarà una rivoluzione nel campo del welfare"

L'obiettivo è doppio: non lasciare sole le famiglie dei malati di Alzheimer e superare il vecchio concetto di casa di cura. Un'idea che ha convinto i membri del Consiglio comunale di Monza, che ha dato il via libera alla costruzione de "Il paese ritrovato", il primo centro urbano concepito per radunare malati, famiglie e personale sanitario. Per Mariella Zanetti, geriatra della cooperativa La Meridiana, che avrà l'incarico di gestire l'area di cura "sarà un luogo in cui le persone affette da varie forme di demenza e sindrome di Alzheimer, i familiari, gli operatori e i volontari saranno liberi di muoversi, curare la propria casa, riposare, fare la spesa o andare dal parrucchiere, proprio come accade per ciascuno di noi ogni giorno. Il tutto con una supervisione attenta e mai invadente".

"Il paese ritrovato"

Schizzi, planimetrie e immagini digitali del futuro villaggio per malati di Alzheimer e famiglie

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Un nuovo modello di cura, tanto più importante se si considera che la demenza, secondo i dati ufficiali, assumerà nei prossimi anni una dimensione pandemica. Nel mondo, interessa già 47,7 milioni di persone, con una progressione di 7,7 milioni di nuovi casi all’anno: 1 caso ogni 4,1 secondi. Anche i costi delle cure sono destinati a lievitare: si prevede che si passerà dagli attuali 818 miliardi di dollari a una spesa prevista, in termini globali, per il 2018, di oltre 1.000 miliardi di dollari.In Italia le persone colpite da demenza rappresentano il 2,09% della popolazione: una percentuale superiore alla media europea, che si attesta intorno all'1,55%.

Ma perché organizzare un vero e proprio villaggio per la cura dell’Alzheimer?  Secondo Roberto Mauri, direttore della Cooperativa: “Bisogna proporre modelli di cura in grado di migliorare la qualità della vita e al tempo stesso ridurre i costi per la comunità. Attualmente, il sistema di cura delle forme di demenza per gli anziani presenta un grande vuoto, perché si passa direttamente dal domicilio alla Rsa, la Residenza Sanitaria Anziani. Non ci sono soluzioni intermedie. La persona con demenza ha bisogno di muoversi liberamente, di dar sfogo alla propria energia fisica, che si traduce in un desiderio disperato di vivere la quotidianità e di lottare contro la malattia, che è principalmente mentale". Il piccolo "paese" avrà spazi esterni di aggregazione, una piazza centrale, locali pubblici come bar, minimarket, parrucchiere, luoghi destinati al culto e un'area per le feste. La popolazione complessiva sarà di 64 persone al massimo, divise in 8 appartamenti da 8 posti. La gestione verrà monitorata dal CNR, dal Politecnico di Milano e dalla fondazione Golgi Cenci. L'inizio del cantiere è previsto entro ottobre 2016, l'avvio delle attività nei primi mesi del 2018.

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