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L'arma definitiva contro l'Hiv
potrebbe essere già in farmacia

Sugli scaffali per evitare il rigetto dopo i trapianti, forse può eliminare il virus del tutto. Avviati i test clinici negli Stati Uniti

- La terapia definitiva contro l'Hiv potrebbe arrivare da farmaci già esistenti. Gli immunosoppressori, ossia i medicinali comunemente usati per evitare il rigetto dopo un trapianto, potrebbero contribuire a eliminare il virus dai pazienti sieropositivi. A dirlo è uno studio condotto presso la University of California di San Francisco e pubblicato su American Journal of Transplantation. Sono già stati avviati i test clinici.

    Verso la guarigione - In futuro queste medicine potrebbero essere usate per contribuire a eradicare il virus residuo presente nei soggetti in cura con farmaci antiretrovirali. Sono necessari, però, ulteriori studi per confermare questa possibilità.
    Oggi, i sieropositivi devono assumere i farmaci antiretrovirali per tenere a bada il virus dell'Aids. Ma l'Hiv rimane comunque nel corpo del paziente che, quindi, non può sospendere i farmaci. Negli ultimi anni è partita la comunità scientifica è alla ricerca di alternative che permettano di snidare il virus residuo nel corpo del malato ed eliminarlo una volta per tutte, portando il soggetto sieropositivo alla guarigione definitiva.

    La ricerca - Gli esperti hanno indagato l'azione anti-Hiv dei farmaci anti-rigetto, che si usano dopo un trapianto, su 91 sieropositivi che avevano ricevuto un nuovo rene. E' emerso che, soprattutto un medicinale tra quelli utilizzati, il sirolimus, ha un'azione anti-Hiv e contribuisce a mantenere bassa la concentrazione delle cellule infettate nel corpo del paziente. La sperimentazione sugli esseri umani per testare il sirolimus contro l'Hiv è già iniziata ed è cofinanziata dagli istituti di sanità pubblica statunitensi.

    TAG:
    Aids
    Hiv
    University of California di San Francisco
    American Journal of Transplantation
    Simolimus