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Maria Rosaria Omaggio racconta il suo "Rigoletto"

La regista ospite di "Popular" presenta lʼopera di Giuseppe Verdi messa in scena nel nuovo allestimento realizzato per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto

Venerdì 18 settembre al Teatro Nuovo, "Giancarlo Menotti" di Spoleto, nel quadro della 74esima stagione del Teatro Lirico Sperimentale, l’attesa “prima”, di "Rigoletto" capolavoro di Giuseppe Verdi, che vede la regìa di Maria Rosaria Omaggio, regista, attrice, scrittrice, figura poliedrica che nella sua carriera non ha mai smesso di “cercare” e di migliorarsi. Il "Rigoletto, che il compositore di Busseto scrisse su libretto di Francesco Maria Piave, sarà proposto in una nuova versione, dove i vari protagonisti dell’Opera si muoveranno con una particolarissima azione scenica. La direzione d'orchestra è di Marco Boemi, mentre Andrea Stanisci ha curato l'allestimento scenico dell'opera verdiana, le luci sono di Eva Bruno.   

E’ la stessa Maria Rosaria Omaggio, gradita ospite a “Popular”, a darci interessanti anticipazioni, partendo dalla realizzazione del “Rigoletto”, che si è dovuta “allineare” alle esigenze imposte dall’emergenza-covid.  "Si", dice Maria Rosaria Omaggio, "dal momento che con l’arrivo della pandemia anche gli spettacoli hanno avuto un brusco 'stop'. Noi, per rispettare il distanziamento, abbiamo pensato di spostare l’orchestra in scena, coprendo il 'golfo mistico', togliendo le quinte e il sipario utilizzando, nel limite del possibile, tutto lo spazio del palco".   

  

Il palco che diventa scacchiera è un qualcosa di avvincente...

La sua realizzazione si deve al disegno dello scenografo Andrea Stanisci, l’idea della scacchiera è venuta dopo avere appreso che anche Giuseppe Verdi era un giocatore di scacchi e che addirittura a Parigi nel 1855 era con l’amico scrittore Alfred De Musset, al Cafè de La Regence, noto ritrovo degli scacchisti parigini in quel periodo, quando lo stesso De Musset in preda all’assenzio, ebbe un malore e fu soccorso. L’Opera fu ambienta nel Ducato di Mantova nel ’500 temendo problemi di censura, nel caso fosse stata collocata in Francia nell’800. 

  

Si è instaurata anche una sinergia importante con il mondo degli scacchi...

Certamente, ciò è avvenuto, grazie alla consulenza di Paolo Andreozzi, Direttore della Scuola Popolare di Scacchi di Roma e allo studioso Roberto Cassano. Da Massimiliano De Angelis presidente Italiano del Chess Collectors International, abbiamo ottenuto le immagini di splendide scacchiere d’epoca che proietteremo nel corso dell’Opera, arricchendo ulteriormente l’impatto visivo del “Rigoletto”. Vorrei anche, a tale proposito, fare una nota speciale ai costumi, dal momento che non è facile rispettare “Rigoletto” e farli diventare scacchi; la costumista Clelia De Angelis ha compiuto al meglio un lavoro di grande difficoltà.   

 

La personalità dei protagonisti dell’Opera rispecchia quella degli elementi degli Scacchi  

Rigoletto è il re bianco, che poi subisce uno “scacco matto”, mentre il re nero è Monterone che lancia la maledizione a Rigoletto, il Duca di Mantova è la torre, un pezzo che negli scacchi gode di una maggiore libertà di azione. L’Opera ha una prevalenza di pezzi bianchi, dal momento che i neri sono più numerosi e si coalizzano contro Rigoletto. La famosa aria la “Donna è Mobile”, sembra sia stata scritta in precedenza da Verdi, prima di “Rigoletto” e poi inserita nell’Opera.

  

Come è possibile, per lei, muoversi con disinvoltura tra diversi compiti?  

Jean Cocteau disse che non è un fatto di ispirazione ma di espirazione cioè nella capacità che una persona possiede di esprimersi, indipendentemente che sia essa regista, attore, scrittore o altro. Nel corso della mia carriera non ha mai smesso di ricercare ed allargare i miei orizzonti. Collaborando con varie realtà culturali di Spoleto in precedenti occasioni, mi è stato detto di occuparmi della regia del “Rigoletto”, con la presenza dei giovani cantanti del Lirico Sperimentale. La mia “sfida” è stata quella di farli diventare interpreti, cercando di far esprimere i loro sentimenti sulla scena. Il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, fin dai suoi inizi, ha lanciato cantanti che si sono poi esibiti nei teatri di tutto il mondo con due nomi su tutti: Renato Bruson ed Anna Moffo. A causa della pandemia abbiamo lavorato a distanza grazie ai social cambiando l’impostazione, dando vita ad una sorta di “work in progress”. Cercheremo con l’uso delle luci di far capire al pubblico non soltanto l’Opera, ma anche la “macchina della musica”, che si muove attorno alla vicenda. Daremo “scacco matto” al covid...

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