Bella, indubbiamente. E di grande talento. Lo è stata in più campi, dalla poesia alla recitazione, finanche al management di moda, per approdare infine a quello cinematografico. Emanuela Corsello, nata nel 74 a Roma da una famiglia di medici, fin da piccola mostra interesse per il modo dello spettacolo.
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Dal carattere inquieto e complesso misto ad una sensibilità artistica radicata, Emanuela fin dalla giovinezza cammina su un sentiero non condiviso dal padre, affrontando momenti molto difficili durante l’adolescenza. Determinata, porta comunque avanti le sue passioni e convinzioni, ed inizia in primis ad avvicinarsi al mondo teatrale. Si accosta alla recitazione con un percorso accademico di tre anni presso il teatro Agorà di Roma, con studi che le permettono di comprendere l’essenza del lavoro dell’attore, ma al contempo, amando l’arte in ogni sua forma, di approcciarsi anche alla scrittura. Più precisamente, alla poesia, che la porta a ricevere negli anni giovanili numerosi premi letterari, viaggiando al fianco di sua madre, sostenitrice assoluta in ogni percorso intrapreso dalla figlia.
Come è iniziata la tua carriera, Emanuela?
Dopo una laurea in Lettere, precisamente in Antropologia culturale con indirizzo cinematografico, mi distacco dall’ambito attoriale e inizio un percorso nel mondo della moda, lavorando per le più grandi agenzie di modelle di Roma. Ad un certo punto devio dalla visione lavorativa dei miei datori di lavoro e decido di creare una mia realtà di lavoro nell’ambito del Fashion Management.
Infatti, per oltre quindici anni, sei stata una figura di spicco in questo settore, creando e facendo crescere la tua creatura, l’agenzia di modelle Your Way.
Esatto. Nel corso degli anni, e lo dico con orgoglio, YourWay è stata una delle realtà più influenti della Capitale, tessendo collaborazioni con i poli della moda di Milano, Parigi, Londra e Berlino. Le modelle della mia Agenzia hanno sfilato per i brand più prestigiosi al mondo, tra cui Valentino, Armani, Dolce & Gabbana Guess ed Elisabetta Franchi, e hanno preso parte a importanti Fashion Weeks, quali quelle di Milano e Parigi.
Cosa ti ha spinto a lasciare ad un certo punto il campo del Fashion?
Nonostante il successo, ho una natura inquieta, e la ricerca di una dimensione più autentica mi ha spinta verso il cinema. Nel 2008, mentre la YourWay diventa una realtà sempre più consolidata, incontro lo storico agente cinematografico Andrea Lamia, titolare di Studio Lamia, dando inizio subito ad un sodalizio professionale nel mondo del cinema, di pari passo a quello nella moda. E nel 2022, dopo il ritiro dalla vita lavorativa di Andrea, è venuto per me naturale assumere la piena titolarità di Studio Lamia Management, lasciando definitivamente la YourWay.
La tua visione del management è stata profondamente forgiata da un vissuto personale intenso che ha cambiato la tua vita: l’incontro con il regista Tonino Zangardi, avvenuto nel 2018.
È vero. Si è trattato di un legame d'amore totale con un grande autore del cinema, che ho accompagnato con dedizione assoluta durante il tragico periodo della sua malattia. Tonino è venuto a mancare prematuramente, e sono rimasta al suo fianco vivendo un'esperienza di dolore e perdita che ha trasformato la mia complessità caratteriale in una capacità empatica che si riflette anche nella mia professione. È iniziata definitivamente una nuova fase della mia esistenza. Oggi, alla guida di Studio Lamia Management, metto al centro l'individuo: per me gli attori non sono oggetti o contratti, bensì persone da ascoltare.
Come si fonda il tuo approccio nel lavoro?
Sulla costruzione di percorsi artistici strutturati, dove la crescita professionale è indissolubile da quella umana. Grazie al mio background - che unisce l’attenzione per i dettagli della moda, la disciplina del teatro e la profondità della poesia - spero di rappresentare una guida per chi seguo, riuscendo a riconoscere la verità e la vulnerabilità dietro ogni talento che ho la fortuna di avere tra le mani.