Fino al 31 dicembre 2010 Piazza Affari
L'opera "L.O.V.E." (2010) allestita in piazza Affari è una scultura in marmo di Carrara di 11 metri di 60 quintali, creata appositamente per questa mostra di Milano, raffigura unenorme mano con tutte le dita mozzate, tranne il dito medio.
Essa evoca il saluto nazista come gesto paradigmatico degli orrori e degli errori del secolo scorso.
Listallazione deve essere letta in relazione alle opere presenti a Palazzo Reale secondo la logica inscritta nello spirito della mostra, che è appunto "Contro tutte le ideologie".
Il costo dell'istallazione di "L.O.V.E.": 300 mila euro, sostenute da Cattelan, che però si consola avendo visto da poco battere all'asta l'opera "Un Ttitled" 2001, che lo ritrae sbucare dal pavimento di un museo, a 7,9 milioni di dollari e a Londra, l'opera Him, quella che raffigura Adolf Hitler inginocchiato, è stata battuta a 10 milioni di dollari e a New York, doveva essere il manifesto della mostra milanese,mentre nel 2004, 3 milioni di dollari il valore realizzato all'asta per la "Nona ora" e 2 milioni di dollari per il cavallo imbalsamato "The ballad of Trosky".
piazza Affari tel 02 875672
Dopo moltissime polemiche il "dito" resterà fino al 31 dicembre in Piazza della Borsa.
Massimiliano Finazzer Flory: Unarte che mette in discussione il proprio tempo.
Letizia Moratti ha dichiarato: "Abbiamo deciso che il Dito rimane dovè fino a tutte le vacanze natalizie e poi sceglieremo dove metterlo ma rimarrà in città. Io spero rimanga lì dovè, ma non decido da sola».
Gillo Dorfles: "Beh, niente di male. Per una brutta piazza, può andar bene anche una brutta opera."
Intanto è nata una petizione perché l'opera L.O.V.E. di Cattelan resti in Piazza Affari lanciata da Exibart - in condivisione con Flash Art - per creare un movimento di opinione favorevole alla permanenza del famoso "Dito anche dopo il termine della mostra. Soprattutto in ambito milanese, da Viafarini alla Collezione Peruzzi.
MAURIZIO CATTELAN
L'autorevole rivista britannica Art Review ha inserito l'artista italiano Maurizio Cattelan al quarto posto nella lista delle persone più influenti del mondo dell'arte contemporanea. Una ''consacrazione'' che premia la fine di un'ottima annata per le quotazioni dell'artista padovano, le cui opere hanno raggiunto prezzi record nelle case d'aste più prestigiose del mondo.
Artista, giornalista, gallerista, curatore. Maurizio Cattelan ha rivestito tutti i ruoli possibili nel mondo dell'arte contemporanea, eccetto quelli di direttore di museo e di ladro di opere. È quanto afferma l'autorevole Art Review, che lo ha consacrato l'artista e l'italiano più influente del mondo dell'arte contemporanea.
Cattelan quest'anno figura infatti al quarto posto della consueta Top 100 compilata dalla rivista britannica, preceduto dal gallerista e mercante d'arte americano Larry Gagosian (primo), dal direttore del Museo di Arte Moderna di New York, Glenn Lowry (secondo) e dal direttore della Tate di Londra, Nicholas Serota (terzo).
Un bel salto rispetto alla classifica del 2003 che lo vedeva alla ventiquattresima posizione. Fra le opere di Cattelan, Art Review ricorda la discussa installazione dei tre bambini impiccati alla quercia secolare di piazza XXIV Maggio a Milano e la controversa statua di cera del Papa colpito da un meteorite.
Maurizio Cattelan nasce a Padova nel 1960 e inizia a lavorare a Milano, realizzando oggetti non-funzionanti, in sintonia con le tendenze dell'arte concettuale. Il debutto espositivo è nel 1991, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, dove presenta Stadium 1991, un lunghissimo tavolo da calcetto, con undici giocatori senegalesi e altrettanti scelti tra le riserve del Cesena, naturalmente bianchi.
Celebre la performance milanese di qualche anno fa, quando Cattelan ha attaccato al muro con lo scotch il suo gallerista Massimo De Carlo, atto conseguente alla visione dell'artista padovano, che ripropone spesso i temi della critica al sistema dell'arte.
Le sue provocazioni risuonano ovunque. Come ai Caraibi, dove l'artista ha organizzato la fantomatica sesta edizione di una Biennale d'arte, quando in realtà non se ne erano mai fatte prima. La manifestazione consisteva in un paio di settimane di villeggiatura gratis per gli artisti invitati e nessuna opera esposta, e lasciò a bocca aperta le delegazioni di critici accorsi inutilmente.
Nella sua dura critica contro il sistema delle esposizioni e delle biennali, a quella di Venezia, nel '93, ha messo in scena "Lavorare è un brutto mestiere", vendendo a un'agenzia di pubblicità il suo spazio espositivo.
Cattelan non si è risparmiato le sue uscite spiazzanti neanche il giorno della laurea honoris causa conferitagli dalla facoltà di Sociologia dell'Università di Trento alcuni mesi fa e, identificandosi con un asino simbolo di ignoranza, ne ha regalato uno imbalsamato all'ateneo. Titolo dell'installazione, quasi un autoritratto, "Un asino tra i dottori".
L'infaticabile veneto, che risiede a New York dal 1993, ha anche al suo attivo la creazione con Paola Manfrin della rivista di immagini rubate Permanent Food, l'apertura nella Grande Mela con Massimiliano Gioni e Ali Subotnick della microgalleria The Wrong Gallery e la direzione di Charley, una rivista di primizie artistiche newyorkesi, oltre ad essere stato prescelto come curatore della quarta Biennale di Berlino nel 2006.
I personaggi che popolano il mondo di Cattelan, definito da ''Le Monde'' il primo surrealista del terzo millennio, sono comparse di un teatro dell'assurdo: poliziotti ribaltati a testa in giù, animali impagliati che pendono dal soffitto, icone del potere derise pubblicamente, bambini meccanici che disturbano i visitatori. Il lavoro di Maurizio Cattelan simula e sovverte le regole della cultura e della società, in un continuo gioco di sconfinamenti e gesti di insubordinazione.
La "consacrazione" di Art Review sancisce e rafforza la costante ascesa dei prezzi delle opere di questo artista italiano. Nel giro di pochi mesi le sue opere hanno raggiunto quotazioni record nelle aste di arte contemporanea più prestigiose del mondo.
Lo scorso maggio, sull'ondata del polverone mediatico sollevato dall'installazione dei bambini fantoccio impiccati a Milano ( e si sa che non c'è niente come una polemica per spingere al rialzo i prezzi delle aste di arte contemporanea), "La ballata di Trotsky", messa in vendita da Sotheby's a New York dall'editore della rivista di avanguardia 'Interview' Peter Brandt, aveva raggiunto i due milioni di dollari. L'opera raffigura un cavallo vero, impagliato, sospeso con cinghie al soffitto ed è del 1996: Cattelan l'ha definita ''una potente immagine dell'impotenza'' riferendosi agli ideali rivoluzionari di Trotsky. La stima di partenza era 800.000 dollari. Il cavallo ha raddoppiato il valore dal 2001, quando era passato di mano l'ultima volta da Christie's a Londra. Brandt, che nelle sue raccolte ha opere di Andy Warhol, Basquiat e Jeff Koons, l'aveva pagato 900 mila dollari e in tre anni si è visto più che raddoppiare l'investimento di partenza.
A novembre le quotazioni dello scultore padovano sono schizzate ancora più in alto da Christie's grazie a un elefante coperto da un lenzuolo battuto per 2,7 milioni di dollari. 'Not Afraid of Love', questo il titolo dell'elefante alto quasi due metri di poliestere, stirene e resina i cui occhi, proboscide e le zampe fuoriescono da un vasto lenzuolo bianco era stato messo in vendita da Jane Holzer, una salottiera newyorchese che negli anni sessanta aveva fatto parte dell'entourage di Andy Warhol. La stima per questo pezzo del 2000 era di 700-900 mila dollari.
In quella stessa asta un'installazione senza titolo del 2001 realizzata per una mostra al Museum Boijmans Van Beuningen in Olanda in cui l'artista fa capolino da un buco nel pavimento doveva valere, nelle stime della casa d'asta, 700-900 mila dollari, mentre poi è stato aggiudicato per due milioni di dollari
E appena il giorno dopo, sempre a New York, Maurizio Cattelan è stato protagonista di un altro exploit: la 'Nona Ora' che raffigura papa Giovanni Paolo II in abito bianco schiacciato a terra dal peso di un meteorite, è stato battuto da Phillips, De Pury and Co. (una casa d'aste di minor rango rispetto a Sotheby's e Christie's, ma con più grinta sul mercato dell'arte contemporanea, che i due giganti del settore tendono a snobbare) per tre milioni di dollari, stabilendo l'attuale record di prezzo per l'artista padovano. La celebre installazione del 1999 era stata venduta nel 2001 da Christie's al gallerista ginevrino Pierre Huber per 886 mila dollari e ha dunque, in tre anni, più che triplicato il suo valore.
Le quotazioni, considerate stellari, delle opere di Cattelan da un lato riportano in auge l'arte contemporanea italiana sulle piazze internazionali, dall'altra hanno fatto gridare agli esperti d'arte l'allarme ''bolla'' per i prezzi che i collezionisti di arte sono stati disposti a pagare. Quel che è strabiliante, secondo gli esperti, è la rapidità con cui di questi tempi un'opera passa dall'atelier dell'artista alle gallerie e di qui al mercato aperto delle aste in una precipitosa gara al rialzo.
Al momento la tendenza del mercato è al rialzo. Secondo l' Art Market Research di Londra i prezzi per i maggiori artisti contemporanei sono saliti del 72 per cento negli ultimi tre anni. Questo boom del mercato è favorito anche dalla debolezza del dollaro, che ha reso New York una piazza interessante per i compratori che vengono dall'estero.
