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Itinerario: da Palermo a Erice

Alla scoperta della Sicilia occidentale

28 Gen 2010 - 14:41
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La Sicilia è una terra ricca di storia e di attrattive di grande fascino. In particolare, la sua parte occidentale è costellata da  piccoli borghi in cui è evidente l’influenza bizantina.

Palermo- Monreale- San Martino alle Scale - Alcamo- Segesta- Erice

Proprio da questa parte di costa, nel 827 gli Arabi cominciarono la conquista della nostra isola maggiore. Dopo quasi tre quarti di secolo la Sicilia era interamente sotto dominio arabo: venne divisa in tre "valli": Mazara, Demono e Noto. In questo itinerario si esplora una parte della val di Mazaro.

IL PERCORSO
Da Palermo si esce da corso Calatafimi, in direzione Monreale. Da qui si prosegue lungo la statale 186 per Partinico fino al bivio per la strada che porta ad Alcamo. Si continua quindi sulla statale 113 che porta a Trapani, con una breve deviazione per visitare Segesta.

LE SOSTE
Lasciandosi Palermo alle spalle, si arriva a Monreale, da cui si gode un panorama che domina la Conca d’Oro e la valle dell’Oreto. Il duomo è una struttura di particolare bellezza. Costruito per volere di Guglielmo II nel 1174, la cattedrale è uno splendido esempio di architettura normanna. La facciata è ornata da archi intrecciati, fiancheggiata da due torri campanarie e preceduta da un portico del '700. l’interno, a tre navate, è decorato da cicli di mosaici a carattere religioso. Il chiostro è di impronta araba.

Da vedere anche la chiesa di San Castrense, di origine cinquecentesca, ma ristrutturata nel 1624. A soli 9,5 km si arriva a San Martino alle Scale, dove l’abbazia benedettina è il fulcro della cittadina. Fondata nel VI secolo, venne distrutta dagli arabi e ricostruita a più riprese. La costruzione è articolata attorno a cortili e chiostri porticali. Oggi in parte occupata ancora dai frati.

Alcamo è un paese di origine araba, posta su un altura ai piedi del monte Bonifato. Centro agricolo industriale alle spalle del golfo di Castellammare, il paese racchiude palazzi e costruzioni di particolare interesse. La chiesa di San Francesco custodisce le statue di Maddalena e S. Marco, opera del celebre scultore Antonello Gagini. Da visitare anche la chiesa Madre dedicata all’Assunta, anch’essa con opere di Gagini, e la piazza Ciullo, fulcro della vita cittadina.

Famosa per il suo tempio Segesta rimane una delle mete preferite dai turisti. Eretto alle pendici del monte Barbaro il tempio è uno degli esempi di architettura dorica meglio conservati. 36 colonne non scalanate reggono ancora i due frontoni e tutta la trabeazione. Percorrendo la strada che porta al monte Barbaro, si arriva alla città antica. I resti sono molto pochi, ma si possono riconoscere le antiche fortificazione e vari elementi architettonici. Il teatro, databile alla metà del III sec a.C, sorge a 400 metri sul monte. Rivolto a nord per mostrare agli spettatori una splendida vista sulle colline e il mare. Sotto la scena sono stati scavati resti di costruzioni preesistenti riferibili al X-XI sec., a.C.

Nota a livello internazionale per le attività Centro di cultura scientifica E. Majorana, Erice è posta sulle sommità del monte, non lontana da Trapani. I palazzi dalle facciate scure si affacciano lungo vicoli lastricati. Il santuario di Afrodite- Astarte, conserva una suggestiva impronta medioevale. Il castello di Venere, invece, appartiene ai sec XII e XIII ed è così chiamato perché al suo interno sono stati trovati i resti di un antico tempio, un pozzo sacro e un’abitazione punica. Lo splendido panorama spazia dalle isole Egadi fino al golfo di Bonagia.