L’area industriale di Dalmine è un nastro di asfalto che attraversa capannoni, magazzini,parcheggi e supermercati, incatenando chi produce a chi compra e a chi vende, senzasoluzione di continuità.
L’unica presenza “ludica” del paesaggio é un enorme Bingoo, dove puoi incontrare donne di mezza età , che, a metà pomeriggio, giocano una partita solitaria , fra centinaia di slot machines che aspettano lampeggiando i clienti del week-end.
Incontro Giacomo, fra gli operai che escono dalla ABB Power Technologies, e sciamano in fretta verso i pulmini o le motociclette.
D-“Quando sei stato reintegrato dal giudice, nel 2009, sul posto di lavoro, come sei stato accolto?”
R-“A dire il vero non sono stato accolto benissimo. Solo la Rsu, la Cgil, mi ha accolto bene. I dirigenti non mi hanno accolto bene. Non mi han detto nulla ma , non ho certo visto sorrisi di benvenuto”.
D-“E i compagni di lavoro come hanno reagito?”
R-“In pochi si sono congratulati. Altri l’han presa male perchè temevano di essere di essere licenziati. Dicevano: ‘per quello che hai fatto tu non vorremmo andarci di mezzo noi’. Mi sentivo quasi in colpa”.
Giacomo Radaelli, produce interruttori, come operaio di terzo livello.
Nel 2007, dopo tre contratti consecutivi e tre anni e 4° mesi di lavoro , la ditta gli applica la formula “basta con la monotonia!” e lo sbatte in mezzo a una strada senza neppure dargli uno straccio di motivazione, né “economica”, né “discriminatoria”. Gli rispondono solo: “ordini superiori”. Mentre gli altri sindacati, già contagiati dal “Bonannismo-fase- suprema-del-cerchiobottismo”, gli dicono di lasciar perdere, la Fiom appoggia il suo ricorso al giudice. In attesa della sentenza Giacomo, che ha moglie e figlio, si dà da fare per cercarsi un altro lavoro, ma all’età 45 anni, colleziona una lunga serie di porte in faccia.
Due anni dopo, in tribunale, viene finalmente a sapere la ragione della sua estromissione: “Al giudice han detto per il calo di lavoro ma il tribunale ha accertato che non era vero. Tanto più che al mio posto avevano assunto un altro”.
D-“Più giovane?”
R-“Più giovane di me”.
D-“E oggi come va?”
R-“Vivo in una situazione di ansia continua. L’azienda fece subito ricorso in appello perdendo anche quello e attualmente la mia causa è a Roma in attesa del giudizio della Cassazione.
D-“E in ditta?”
R-“L’azienda mi fa lavorare e cerco di dare il massimo, ma è evidente un freno costante, che blocca la mia crescita lavorativa”.
D-“Se ora aboliscono l’art. 18?”
R-“Potrebbero rivalersi su di me. Sarei uno dei primi ad essere preso di mira”.
D-“I tuoi compagni cosa dicono?”
R-“Dicono che se aboliscono l’art.18 diventeremo tutti interinali”.
Dalla ABB escono due impiegati. Provo a chiedere cosa pensano dell’art.18. Fuggono.
