Il quotidiano Italia Oggi, traccia di Vianello un ritratto d’un bolscevico con data di scadenza, d’un accorto paraculo sempre pronto a dar fiato al mucchio selvaggio antiberlusconiano (Rondolino, Perina, Sassoli ecc..) che ne affolla la platea. Eppure, in video, non c’è nessuno oggi di più popolarmente anarcoide di Vianello. Vianello, nel ritmo è un Bonolis sfrondato dai leziosismi; e nella narrazione applica al talk show mattiniero - una fascia un tempo dedicata alla massaie- lo stesso approccio alla politica di Gianfranco Funari. «A onorè, ma che vor dì?», domanda il conduttore quando qualche deputato incespica nel politichese. E così facendo aizza le muta dei cittadini comuni che, incazzati, azzannano alla gola i politici da un albero fatto di televisori collegati via Skype. Sicchè gli ospiti vengono allegramente scarnificati e issati sulle proprie ipocrisie, come Richard Harris nella prova del dolore sioux di “Un uomo chiamato cavallo”.