L’Italia ha promesso all’Unione Europea di ridurre il debito pubblico, di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013, di favorire la crescita e di realizzare una finanza pubblica sostenibile attraverso una serie di riforme, alcune già in discussione e altre in arrivo, che riguardano in particolare i rapporti di lavoro, il sistema previdenziale e il bilancio dello Stato.
COSA DOVREBBE CAMBIARE PER I LAVORATORI?
Sono molte le novità destinate a cambiare i rapporti di lavoro e a mettere sul piede di guerra tutti i sindacati. L’esecutivo punta a inserire nuove formule utili da un lato ad aumentare la propensione ad assumere soprattutto i più giovani e le donne e, dall’altro, a venire incontro alle esigenze di efficienza delle imprese. Rientra in questo secondo insieme la decisione di rivedere le regole del licenziamento per motivi economici nei contratti a tempo indeterminato. Saranno poi introdotte regole più stringenti sull’utilizzo di contratti para-subordinati.
QUALI SARANNO LE NOVITA' PER LE ATTIVITA' COMMERCIALI E INDUSTRIALI?
La parola chiave dei progetti del governo a favore della crescita è concorrenza. Da subito saranno in tal senso introdotte modifiche che porteranno alla liberalizzazione degli orari dei servizi commerciali, delle attività d’impresa, degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. Il governo utilizzerà poi la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende, semplificherà la costituzione del bilancio delle Srl e garantirà uno snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e degli organi di controllo.
LA FINANZA PUBBLICA COME CAMBIERA'?
Razionalizzazione della spesa, pensioni, dismissioni e pareggio di bilancio. Saranno modificati i requisiti necessari al pensionamento di anzianità che aumenteranno gradualmente nei prossimi due anni e rimarranno agganciati all’evoluzione della speranza di vita. Fissata a 67 anni la soglia di anzianità per uomini e donne nel 2026. Entro novembre il governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che porteranno nelle casse dello Stato 5 miliardi di euro. La spesa pubblica sarà poi razionalizzata e il debito ridotto fino al raggiungimento del pareggio di bilancio previsto per la metà del prossimo anno.
LE PROMESSE ITALIANE HANNO CONVINTO L'EUROPA?
Bruxelles si è detta soddisfatta degli impegni assunti dall’Italia e ha chiesto al governo Berlusconi, con una nota diffusa dall’Eurogruppo, di “presentare urgentemente un ambizioso calendario” per le riforme annunciate.
Gabriele Russo
