PUNTO E A CAPO

La Montecristo è stata la prima nave italianaad essere stata attaccata dai pirati somali?

14 Ott 2011 - 21:53
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 © Dal Web

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Purtroppo no. Prima della Montecristo, liberata da un blitz delle forze speciali della marina britannica, era già successo alla petroliera Savina Caylin e la motonave Rosalia D’Amato.

Perché la maggior parte degli attacchi avviene nel golfo di Aden?
I pirati somali su una delle tratte commerciali più importanti del mondo, nel lembo di mare che dal canale di Suez porta all’Oceano indiano.

Quando nasce il fenomeno della pirateria somala?
Con la guerra civile che nel 1990 che ha deposto il governo di Siad Barre, la situazione in Somalia è progressivamente degenerata fino alla disgregazione del Paese. E’ in questo contesto di totale assenza di controllo che la pirateria si è sviluppata.

Chi sono i pirati?
In un primo momento si trattava di pescatori locali che agivano per controllare che le acque nazionali non venissero violate da pescherecci stranieri e dal racket dello smaltimento di rifiuti tossici in mare. E’ col perdurare della guerra e la conseguente carestia che ha affamato l’intero Paese che queste bande hanno iniziato a sequestrare le navi di passaggio per poi chiedere dei riscatti.

Come ha risposto al fenomeno della pirateria la Comunità internazionale?
Dalla fine del 2008 la Nato è attiva per reprimere il fenomeno della pirateria nel Corno d’Africa con l’Operazione Ocean Shield che prevede la presenza di gruppi navali militari dislocati lungo l’Oceano Indiano. Anche la Marina Militare Italiana partecipa all’operazione.

Cosa prevede il diritto internazionale marittimo riguardo alla pirateria?
Il diritto internazionale marittimo prevede che ogni Stato che riesca a fermare con una nave da guerra dei pirati, possa arrestare i predoni e processarli secondo le regole vigenti nel proprio paese. Nel caso della Somalia, la Ue e gli Stati Uniti hanno stipulato un accordo con il Kenya affinché i pirati somali possano essere processati e detenuti nel paese africano.