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A "Popular" il maestro Federico Maria Sardelli

Il direttore d'orchestra parla dell'appuntamento dedicato dall'Accademia Barocca e il Coro di Santa Cecilia a Giovanni Battista Lulli

05 Feb 2016 - 12:26
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L'Accademia Barocca e il Coro di Santa Cecilia diretto da Federico Maria Sardelli dedicano l'appuntamento di venerdì 5 febbraio della Stagione da Camera a Giovanni Battista Lulli poi naturalizzato francese Jean-Baptiste Lully, uno tra i più importanti compositori attivi in Francia al tempo del Re Sole. La Comédie-ballet fu uno dei generi ai quali Lully diede impronta e sviluppo e "Le Bourgeois Gentilhomme" (su testo di Molière e coreografie di Pierre Beauchamp) sarà l'opera che aprirà il concerto, con l'esecuzione di una suite.

Nel programma anche il "Te Deum" composto per celebrare la guarigione di Luigi XIV da una lunga malattia che fu invece, ironia del destino, fatale per il compositore il quale, dirigendone l'esecuzione, si colpì il piede con la mazza (allora usata per battere il tempo) procurandosi una ferita che incancrenitasi lo portò rapidamente alla morte.

Federico Maria Sardelli, fonda nel 1984 l’orchestra barocca Modo Antiquo con cui svolge attività concertistica in tutta Europa, ospite di sale come il Concertgebouw di Amsterdam o il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi. Nel Febbraio del 1997 ha ricevuto a New York, per il suo disco Vivaldi, “Concerti per molti Stromenti”, la nomination ai Grammy Awards, il massimo riconoscimento per l’attività discografica; nel 2000 una seconda nomination per i “Concerti Grossi” di Corelli.

L’Accademia Barocca di Santa Cecilia è l’unico gruppo in Italia di musica antica formatosi all’interno di un’Orchestra Sinfonica, che utilizza strumenti d’epoca, o fedeli ricostruzioni, per il repertorio di ogni periodo. Nata nel 2005 all’interno delle attività cameristiche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Accademia Barocca si propone di rinverdire i fasti della “Vertuosa Compagnia dè Musici di Roma”, gruppo formatosi agli albori del '600 alla quale dedicarono loro composizioni importanti musicisti dell'epoca, da Stradella a Scarlatti. Queste le impressioni di Sardelli sul lavoro svolto su Lully Lully era molto popolare in Francia, dice il maestro, e lavorava spesso con il grande drammaturgo Moliére, noi presentando "Il Borghese Gentiluomo" abbiamo voluto omaggiare il Lully più giocoso divertente, mentre con il "Te Deum” abbiamo lavorato sul Lully più spirituale e, se vogliamo, interiore. L'Accademia Barocca e il Coro di Santa Cecilia hanno lavorato molto bene, dal momento che di solito suonano musica di compositori totalmente diversi da quelli del periodo barocco. Quello proposto a Roma è un programma molto particolare, perché non si ascolta mai musica di Lully, risulta totalmente nuovo sia per i musicisti che per il pubblico.

Cosa significa presentare al pubblico due opere come "Le Bourgeois Gentilhomme" ed il "Te Deum"?
Presentarle al pubblico è sempre un'emozione, perché Lully è stato uno dei maggiori compositori del '600, pur se meno conosciuto ai giorni nostri, rispetto al altri “giganti” del barocco come: Bach, Haendel o Vivaldi. Il nostro è stato un lavoro di divulgazione, affinché le sue opere fossero conosciute da un pubblico più ampio. Quella con l'Accademia Barocca di Santa Cecilia è stata una scommessa, dal momento che con me i musicisti approfondiscono un linguaggio musicale, quello del barocco francese, diverso da quello dei compositori di riferimento nel settore, quindi dietro il "making of" del concerto c'è tutto un lavoro che loro riescono a “mettere in campo” con grande bravura.

A secoli di distanza il barocco mantiene intatto il suo fascino...
In generale la musica barocca fa presa sul pubblico perché ha un linguaggio che arriva molto direttamente alle corde di chi ascolta, noi uomini contemporanei spesso troviamo ostico ciò che ci è vicino ed amiamo ciò che è più lontano. Io ho spesso rappresentato Bach Vivaldi ed Haendel e posso dire che il barocco sta diventando sempre meno "di nicchia" per questo oltre ai “mostri sacri” che ho citato anche Lully merita più attenzione e divulgazione, ci auguriamo che l'evento di Roma serva anche a questo.