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Da psicologa del lavoro ad artigiana: "Contro la crisi? Riduci, ricicla, riusa"

Silvia nel 2012 si è trovata senza lavoro a quasi 40 anni, ma non si è arresa e ha aperto un laboratorio creativo. Il suo segreto? "Mantenere un pensiero positivo per non perdersi d’animo e avere successo"

- Saremo pure ingenui, ma una delle poche cose che non si possono negare sono i sogni. Così abbiamo pensato di andare alla ricerca di tutti quegli italiani che non si sono arresi alla crisi, ma hanno saputo rialzarsi e reinventarsi con successo. E ce ne sono. In molti hanno deciso di arrangiarsi trasformando i propri sogni in fonte di reddito. Di necessità virtù, appunto: è il titolo della rubrica di Tgcom24 che parla di chi, nonostante la difficile situazione economica, si è rimboccato le maniche. Se anche tu hai sfidato la crisi e ne sei uscito vincente: scrivi e racconta la tua esperienza.
 
Stavolta parliamo di Silvia Berra, milanese, "una persona proattiva e intraprendente", così si definisce lei, che ha dovuto reinventarsi a 40 anni perché la crisi ha messo in ginocchio l'attività di famiglia.  La sua filosofia? Le tre erre, e cioè "riduci, riusa, ricicla". Prima psicologa del lavoro alle prese con risorse umane e selezione del personale, poi "imprenditrice" di se stessa con un'azienda ereditata dopo la morte del papà (la All – Pro, una società artigiana operante nel campo della progettazione di arredi su misura), infine disoccupata. "Nel 2012 abbiamo avuto delle difficoltà - ci racconta - un po’ per la crisi, un po’ per alcuni mancati incassi. Chiudere … no! Sembrava di fare un torto alla volontà di nostro papà. Non ci siamo fatti prendere dallo sconforto, abbiamo deciso di stringere i denti e trasformare le difficoltà in risorse, motivati da un’idea di fondo: la crisi ci rende creativi".
 
Ed eccola qua. Silvia oggi, insieme con suo fratello Alberto, ha aperto un laboratorio creativo (laboratorio-creativo.it) dove nascono lampadari, portaposate, sottopentola, cornici portafoto, portacandele, borse, bomboniere, tavolini, sedie, candelabri. Tutto con materiale riciclato, quindi a costo zero...o poco più.

Da psicologa del lavoro ad artigiana: 
"Contro la crisi? Riduci, ricicla, riusa"

Come ti è venuta l’idea di un laboratorio creativo?
"Nel 2012 abbiamo avuto un po’ di difficoltà, ma abbiamo deciso di stringere i denti, di andare avanti, di prendere il toro per le corna. Un giorno mentre disegnavo un espositore portariviste ho pensato di realizzarlo con dei bancali. Da qui l’idea di creare oggetti d’arredo con i materiali più disparati, partendo da materie prime che solitamente buttiamo o portiamo in discarica (plastica, vetro, scarti di falegnameria e della lavorazione industriale). Ne ho parlato con mio fratello e, pronti via ... La soddisfazione più grande è stata vedere nascere degli oggetti creandoli senza spendere ed investire, recuperando appunto cose che si hanno già in casa".
 
 In cosa consiste il tuo lavoro?
"Ogni giorno un’invenzione, una decorazione per la casa, un complemento di arredo. Nessun limite alla creatività, ma un’unica regola: se tutto si ricicla, non si butta niente ne tanto meno si compra. Tante e diverse sono le nostre materie prime riciclate, trasformate e riutilizzate in maniera non convenzionale, nel rispetto dell’ambiente, per restituire nuova vita e dare un’impronta originale alle nostre case: nascono lampadari, portaposate, sottopentola, cornici portafoto, portacandele, borse, bomboniere, tavolini, sedie, candelabri".
 
Hai dovuto investire molti soldi? Quanti?
"Per l’apertura del laboratorio abbiamo deciso di rimanere congruenti con l’idea di fondo: riduciamo le spese, riutilizziamo ciò che abbiamo, ricicliamo ciò che troviamo. Abbiamo investito poche centinaia di euro per l’allestimento (legno di recupero , cassette della frutta, bancali) e poco meno di mille euro per sistemare l’impianto elettrico e rinfrescare il laboratorio".
 
Da quanto tempo c'è l'attività?
"A dicembre 2013 io e mio fratello Alberto abbiamo aperto Laboratorio Creativo by All-Pro nel nostro comune di residenza (Busto Garolfo, nel Milanese, ndr), e a gennaio 2014 abbiamo crato il sito (laboratorio-creativo.it). Abbiamo ancora tante idee e progetti da sviluppare: siamo partiti con un’idea nata quasi per sfida (una sfida per noi stessi, per il nostro futuro) e sempre più appassionati dal riciclo creativo, dall’eco-design, ci stiamo convincendo che le cose che non utilizziamo più non vanno definite "rifiuti", ma semplicemente oggetti che hanno esaurito una loro particolare funzione e che possono assumere nuove forme e nuovi utilizzi, se solo si riuscisse a vederli con un occhio diverso".
 
Ti permette di mantenerti? 
"Per il momento sono fiduciosa. A distanza di un paio di mesi dall’apertura le soddisfazioni arrivano soprattutto a livello personale (tanti i complimenti per l’idea, per le nostre creazioni, per i temi e la filosofia del riciclo creativo). In questo momento abbiamo tante iniziative in corso che si concretizzeranno a breve (allestimento e decorazione tavoli per locali, collaborazione con istituti scolastici, bomboniere eco per ogni occasione, linea sposa). Penso che per raggiungere la soddisfazione economica e mantenerla tale, serve strategia e pianificazione, le mosse vanno studiate con cura, con un occhio sempre rivolto alla qualità, e in questo senso la formazione in psicologia del lavoro mi torna molto utile".
 
Come ti fai pubblicità? 
"Oltre ad essere presente sui principali social network, abbiamo ideato un’iniziativa carina chiamata “Ricicli, ti premio”: chi lo desidera può collaborare con Laboratorio Creativo, recuperando per noi alcuni oggetti che ricicliamo e in cambio riceve un carnet di sconti sui suoi prossimi acquisti. In questo modo fidelizziamo il cliente, ci approvvigioniamo di material da riciclare, ma soprattutto contribuiamo nel nostro piccolo a sensibilizzare la cultura del riciclo e del riuso. Un’altra iniziativa che sta creando un buon “tam tam” vede coinvolte alcune scuole elementari della nostra zona: sul ricavato proveniente dalla vendita di nostre bomboniere eco per comunioni e cresime, devolviamo una percentuale alla scuola, da investire per esempio nell’acquisto di cancelleria, pc, o in migliorie alle strutture. E poi c’è il sito dove è possibile acquistare le nostre creazioni, al momento tramite ordine via mail, ma, tra circa un mesetto, sarà pronta una sezione di shop on line. In ultimo qualche evento di promozione in famosi locali della zona e … l’inaugurazione prevista per il mese di aprile".
 
 
Aprire un’attività è rischioso e oneroso…hai avuto difficoltà?
"Sì, aprire un’attività è molto impegnativo. Se non avessi avuto la società già costituita non so se l’avrei fatto. Questo è stata la mia fortuna, ma di sicuro non basta:mntenere un pensiero positivo e creativo credo sia il primo passo per non perdersi d’animo e per avere successo".
 
Reinventarsi a 40 anni è una scelta coraggiosa...Se tornassi indietro rifaresti questo salto nel buio?
"Ben volentieri! Questa nuova avventura mi entusiasma molto, il “riciclo creativo” da spazio alla creatività, all’artigianalità, ma soprattutto ne esalta il valore del risparmio, del recupero delle cose, del rispetto dell’ambiente. Valori in cui credo e che mi piacerebbero diventassero uno stile di vita per tanti".

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