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Terremoto LʼAquila, Mattarella: "Motore della ricostruzione vada a pieno regime"

Papa Francesco: "Vi sono vicino nella faticosa via della ricostruzione". Fico: "Restituire la dignità alla comunità ferita". Casellati: "La politica deve pensare alla tutela dellʼambiente e del territorio"

A 10 anni dal terremoto de L'Aquila, "la ricostruzione resta una grande sfida nazionale", che è "affidata alla responsabilità delle istituzioni, a tutti i livelli". A dirlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che proprio alle istituzioni chiede "sostegno ai progetti, certezza e continuità nelle risorse, trasparenza nella gestione". E sottolinea che "il motore della ricostruzione va portato a pieno regime".

LʼAquila a dieci anni dal terremoto del 2009: ancora transenne e macerie

A dieci anni dal 6 aprile 2009, data del tragico terremoto, la ricostruzione materiale de L'Aquila procede faticosamente. A stentare è il ritorno alla vita vera. Tornano a splendere chiese e palazzi, i gioielli della città di Federico II. Le periferie sono completate da anni, la ricostruzione privata del centro storico è in fase avanzata, anche se ancora manca tanto. La vera ombra riguarda la ricostruzione pubblica, praticamente al palo, e in particolare quella delle scuole: nessuna a oggi è stata ricostruita, una è in ricostruzione, la Mariele Ventre. Restano come nel 2009 gli scheletri delle vecchie scuole, abbandonate e non demolite, dalla Mazzini alla Carducci all'Istituto d'arte Muzi. Da diversi anni sono disponibili 44 milioni ma le uniche scuole ricostruite e rientrate in centro storico sono due private. I bambini e i ragazzi delle tante pubbliche vanno ancora a lezione nei MUSP, i Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio che nel settembre 2009 fecero fronte all'emergenza. "Sono pur sempre lamiere", sottolinea Silvia Frezza della Commissione Oltre il MUSP. Ci sono dunque bambini e ragazzi che non hanno mai conosciuto una scuola vera.

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"I giovani de L'Aquila e dei comuni colpiti dal terremoto del 2009 - sottolinea il Capo dello Stato - hanno diritto alla rinascita delle loro città, dei paesi, delle comunità. Pensare al domani, e non soltanto all'oggi, è il nostro impegno davanti alle nuove generazioni. Lo dobbiamo ai giovani de L'Aquila anche ricordando quei ragazzi della Casa dello Studente, a cui il sisma spezzò i progetti di vita, e che nella memoria del Paese rappresentano ancora oggi il segno più penoso della tragedia del 6 aprile".

Il Papa scrive ai cittadini de L'Aquila - Papa Francesco per l'occasione si è rivolto agli Aquilani in una lettera. "Prego - ha scritto il Pontefice - per tutte le vittime di quella tragedia e per le loro famiglie. Vi assicuro che accompagno, con viva partecipazione, il faticoso cammino che vi impegna a ricostruire - bene, rapidamente e in maniera condivisa - gli edifici pubblici e privati, come anche le chiese e le strutture aggregative". "Il Signore Risorto doni a tutti e a ciascuno - scrive ancora il Papa - la luce e la forza per rendere sempre più coesa e creativa la vostra comunità ecclesiale e sociale, facendovi, così, coraggiosi testimoni di operosa legalità, di fattiva sinergia e di fraterna solidarietà".

Il ricordo di Fico e Casellati - In Senato, prima di rispettare un minuto di silenzio in Aula, il presidente Elisabetta Casellati ha voluto ricordare "che il nostro Paese è bellissimo ma fragile" e che "la politica deve sempre ispirarsi alla tutela dell'ambiente e del territorio". Per il presidente della Camera, Roberto Fico, "occorre restituire dignità e qualità della vita" a "una comunità profondamente ferita che ha vissuto e vive tante difficoltà".

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