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Tensioni nel governo, Conte è salito al Quirinale per incontrare Mattarella

Il faccia a faccia sabato mattina: sul tavolo la tenuta della maggioranza dopo gli scontri degli ultimi giorni sulla prescrizione

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è salito al Quirinale per incontrare il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. L'incontro è avvenuto sabato mattina. Sul tavolo i principali temi di politica interna e i dossier internazionali. Al centro del faccia a faccia anche le tensioni interne alla maggioranza, dopo gli scontri degli ultimi giorni con Italia Viva sul tema prescrizione. 

Proprio sulla tenuta dell'esecutivo il capo del governo, con la sponda del Pd, sta lavorando con grande discrezione, per blindare la maggioranza a Palazzo Madama. Per Conte, infatti, la parziale tregua a cui si è acconciato Renzi non basterebbe. Il premier si sarebbe convinto che l'obiettivo del leader di Iv è logorarlo e che, a prescindere dai temi, lo scontro si riproporrà. L'obiettivo è quindi rendere numericamente irrilevante la "forza" di Italia Viva a Palazzo Madama.

 

Lo strappo interno alla maggioranza, che di fatto paralizza l'attività del governo, preoccupa il Quirinale. L'incontro non porta ad un automatico cambio nella maggioranza. Ma i prossimi giorni saranno decisivi. FI, ad esempio, ha intenzione di ripresentare in Aula al Senato l'emendamento sulla prescrizione che venerdì è stato votato anche da Iv. E, sullo sfondo, c'è la mozione di sfiducia al ministro Bonafede, vero e proprio punto di non ritorno. "Ci torneremo quando affronteremo il nodo giustizia", sottolinea Maria Elena Boschi.

 

Per questo Conte sta tentando di anticipare i tempi e avere numeri certi, in attesa che almeno una parte dei responsabili emerga alla luce del sole. Se ne conterebbero in totale dieci-undici, provenienti dall'ala più centrista di FI, dal Misto, dall'Udc. Con un'appendice: la sponda di qualche renziano pentito. A Palazzo Chigi si valuta anche la possibilità che non tutta Iv, al Senato, segua la corsa allo scontro di Renzi.

 

Non a caso fioccano da quel fronte smentite e precisazioni, non solo dei possibili dissidenti, ma anche del capogruppo Davide Faraone, che attacca: "Non siamo in vendita". Forte, invece, arriva la sponda M5s. "Non ci sono alternative al Conte bis", assicura Vito Crimi.

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