Stati Generali del M5s, Crimi: "Resta il limite dei due mandati, nessuna deroga" | "No ad alleanze strutturali con il Pd"
Di Maio: "Movimento sia autonomo, si faccia valere più nel governo". Di Battista ("non vedo lʼora di rimettermi in gioco"): "Da soli alle prossime elezioni"
Non ci sarà "alcuna deroga al limite dei due mandati per le istituzioni regionali, nazionali ed europee, valorizzando l'esperienza maturata nelle elezioni amministrative comunali". Lo ha detto il capo politico del M5s, Vito Crimi, parlando durante l'assemblea plenaria degli Stati Generali del Movimento. E' inoltre "emersa la necessità di una guida politica collegiale e di un organo ad ampia rappresentatività", ha sottolineato. Assente Beppe Grillo.
"Essere forza di governo - ha rivendicato Crimi - ci ha consentito di realizzare alcuni degli obiettivi che ci eravamo prefissati per il Paese: il reddito di cittadinanza, politiche ambientali come il superbonus 110%, il taglio dei parlamentari, le misure anti evasione e anti corruzione, e tante altre. Ma ancor di più, siamo riusciti a contaminare le altre forze politiche che hanno dovuto adeguarsi ad un nuovo modello basato su maggiore trasparenza e maggiore legalità, abbiamo innescato un processo di cambiamento nella politica italiana ormai inesorabile e ineluttabile, e dobbiamo andarne fieri".
Di Maio: "M5s si faccia valere più nel governo" Poi è intervenuto Di Maio. "Questo periodo ci ha insegnato tante cose e il M5s ha avuto idee lungimiranti, dai riders al decreto dignità o al reddito di cittadinanza. Tutti vedono il risultato ma poco il lavoro che c'è dietro. Questo non vuol dire che va tutto bene". "Voglio un M5s autonomo, forte e protagonista e che si deve far valere di più nel governo, deve cambiare passo", ha aggiunto ricordando che "il limite ai due mandati è sacrosanto". "A quanto ho capito - ha annunciato - troveremo una nuova sinergia con Rousseau. Continueremo a lavorare con Davide Casaleggio". Quest'ultimo non ha partecipato agli Stati Generali.
Di Battista: "Nessuna deroga al doppio mandato" "Venga scritto nero su bianco che non ci sarà nessuna deroga al doppio mandato". lo ha detto Alessandro Di Battista, citando una delle condizioni essenziali per il "nuovo" Movimento, all'assemblea plenaria degli Stati generali. "Non vedo l'ora di rimettermi in gioco per il Movimento ma abbiamo bisogno di garanzie".
Buffagni: "Bene organo collegiale, ma sia decisionale" "L'ho già detto in più occasioni e lo ribadisco qui oggi: bene un organo collegiale ma credo sia fondamentale che sia decisionale. Bisogna dare risposte concrete alla gente coniugando concretezza e realpolitik", ha spiegato il viceministro al Mise, Stefano Buffagni, agli Stati Generali, ribadendo il "no alle alleanze strutturali con il Pd. Su temi e obiettivi comuni è necessario e fondamentale in questo momento collaborare e lavorare di squadra con gli alleati di governo, ma senza dimenticare che al primo posto ci deve essere l'interesse dei cittadini".
"Noi siamo entrati nei palazzi sfondando il portone con i voti degli italiani mentre i nostri compagni di governo, attuali e passati, ci volevano tenere fuori. Perciò se c'è qualcuno oggi che vuole fare la stampella del Pd si faccia il suo partito", ha aggiunto.
Fico: "Condividiamo agenda con centrosinistra" Al "summit" è intervenuto anche Roberto Fico, presidente della Camera. "Il Movimento ha la responsabilità di gestire questa fase delicatissima e serve essere coesi per affrontare sfide davvero epocali. Deve restare una forza autonoma con il proprio programma e la propria linea. Mai subalterna. Questo però non vuol dire essere autosufficienti. Dobbiamo fare rete con altre forze politiche dove c'è possibilità di convergenza. Serve proseguire il confronto con il centrosinistra con cui siamo al governo e condividiamo un'agenda da portare avanti, anche a livello amministrativo, dove sarà possibile".
Caso Rousseau, "strumenti siano del Movimento" Fico ha poi fatto un riferimento, senza nominarla, alla piattaforma
Rousseau. "Gli strumenti di cui il Movimento si avvale devono essere del Movimento. Ciò significa una responsabilità in più ma anche maggiore autodeterminazione. Dobbiamo evolverci, crescere, ma ricordando sempre chi siamo. Le
persone si identificano nelle radici del MoVimento, nelle sue regole, che possono anche evolversi ma se diventiamo un partito le persone sceglieranno un partito vero o addirittura sceglieranno di non seguire più la politica".
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