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Sicurezza, il Viminale impugnerà la sentenza del Tar sulle zone rosse

Sotto osservazione alcuni magistrati e le loro prese di posizione pubbliche contro le politiche del governo. Salvini: "Non intendiamo controllare nessuno, ma se sono pro migranti si candidino"

Il ministero dell'Interno impugnerà la sentenza del Tar di Firenze contro le cosiddette "zone rosse" e altre sull'iscrizione anagrafica di alcuni cittadini stranieri. Lo riferiscono al Viminale, parlando anche di un ricorso all'Avvocatura dello Stato per valutare se i magistrati che hanno emesso le sentenze avrebbero dovuto astenersi "per posizioni in contrasto con il governo in materia di sicurezza". Salvini: "I giudici pro migranti si candidino".

Salvini: "Non intendiamo controllare nessuno" - Salvini nega tuttavia di vole "indagare sulle idee dei giudici" e commenta: "Sarei matto! Ritengo strano che un giudice partecipi ad iniziative pubbliche politiche se non partitiche a favore di un certo tipo di immigrazione e poi emetta sentenza su quei temi. Non e' che vai a fare dibattiti sull'immigrazione di massa e poi decidi se un immigrato va espulso o deve rimanere in Italia. Non fai il giudice, ti fai eleggere e vai in Parlamento e cambi la legge".

Dal Viminale sottolineano tuttavia di essere pronti a "riformulare l'ordinanza per allontanare da alcune aree cittadine balordi e sbandati".

Le idee dei magistrati sono state "espresse pubblicamente o attraverso rapporti di collaborazione o vicinanza con riviste sensibili al tema degli stranieri o con avvocati dell'Asgi (associazione studi giuridici per l'immigrazione) che hanno difeso gli immigrati contro il Viminale".

Il ministero fa riferimento in particolare alla giudice Luciana Breggia - il magistrato del tribunale di Firenze che ha emesso la sentenza che ha escluso il ministero del giudizio sull'iscrizione anagrafica di un immigrato e contro la quale si è già scagliato Salvini ("si candidi per cambiare le leggi che non condivide") - ma anche altri due magistrati: Rosaria Trizzino che è il giudice che presiede la sezione del Tar della Toscana che ha bocciato le zone rosse e Matilde Betti, la presidente della prima sezione del tribunale civile di Bologna che a marzo non ha accolto il ricorso, proposto dal ministero dell'Interno, contro la decisione del giudice monocratico che disponeva l'iscrizione nel registro anagrafico di due cittadini stranieri.

Anm: "Discredito da Salvini" - "Le modalità adottate da autorevoli rappresentanti delle istituzioni gettano discredito sull'intera funzione giudiziaria e perdita di serenità da parte di chi la esercita. Per questo chiediamo che il Csm effettui tutti i passi necessari a tutela della collega Luciana Breggia e a tutela dell'autonomia e dell'indipendenza della giurisdizione". Così l'Associazione magistrati in un documento esprime "sconcerto" per gli attacchi a Breggia. "E' inaccettabile che la critica non sia rivolta al merito del provvedimento ma alle supposte opinioni del giudice, afferma l'Anm, che evidenzia come un post pubblicato dal ministro sulla vicenda "è stato seguito da commenti contenenti insulti e minacce, che non risultano essere stati rimossi".

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