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Sea Watch, lettera di Salvini allʼOlanda: "Vi disinteressate, voi e lʼUe responsabili di ciò che accadrà"

Il ministro dellʼInterno tira dritto e impedisce lo sbarco dellʼimbarcazione della Ong tedesca in Italia

Sea Watch, lettera di Salvini allʼOlanda: "Vi disinteressate, voi e lʼUe responsabili di ciò che accadrà"

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha scritto una lettera all'Olanda sullo stallo della nave Sea Watch 3. "Sono incredulo - ha spiegato - perché si stanno disinteressando di una nave con la loro bandiera, peraltro usata da una Ong tedesca, che da undici giorni galleggia in mezzo al mare. Riterremo il governo olandese, e l'Unione europea assente e lontana come sempre, responsabili di qualunque cosa accadrà"

"E' necessario ed urgente - si legge nella lettera - un vostro intervento nei confronti della nave Sea Watch 3 e del suo Comandante ed equipaggio affinché, nel doveroso esercizio della Vostra e loro responsabilità, sia assicurato alle persone a bordo il rapido sbarco in apposito luogo. Luogo che, come discende logicamente dalle considerazioni fin qui svolte, non potrà essere identificato nell'Italia, neppure ai fini di una prima accoglienza, in vista di una successiva, ipotetica operazione di redistribuzione delle persone a bordo del natante verso altri Stati".

Il vicepremier dunque tira dritto, impedendo all'imbarcazione con a bordo 43 migranti di approdare in Italia e invitando l'Olanda e l'Unione europea ad intervenire. Nei giorni scorsi la Sea Watch si è rifiutata di riportare i migranti in Libia perché "non è un porto sicuro". Scelta condivisa dall'Onu: "L'Italia ha la responsabilità di far sbarcare queste persone - ha detto il portavoce dell'Unhcr - e nessuno dovrebbe tornare nella Libia scossa dalla guerra".

"L'Italia - ha aggiunto il vicepremier leghista - continua a rispettare la normativa sovranazionale e a difendere responsabilmente le frontiere europee a beneficio di tutti gli Stati Membri dell'Ue, ma non intende più essere l'unico hotspot dell'Europa. Da parte nostra, pur non incombendo su di noi alcuna competenza o responsabilità giuridica, abbiamo, ancora una volta, dato prova del nostro elevato senso di umanità garantendo, nei giorni scorsi, l'evacuazione dal natante e l'assistenza medico-sanitaria alle persone vulnerabili e bisognose di cure". 

Come si legge nella lettera, alcune delle persone salvate sono già state fatte entrare nel nostro Paese a causa delle gravi condizioni di salute, ma un medico a bordo sulla nave ha spiegato, in un video pubblicato su Twitter, che la situazione sta peggiorando anche per gli altri: "Abbiamo molti pazienti con dolori qui non curabili a causa delle torture. Non vi parlo da medico, vi parlo da essere umano. Aiutateci a trovare un porto sicuro. Per favore, aiutateci a far sbarcare queste persone dalla nostra nave, ora".
 

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