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Riforme, Toti: "Più che un salto nel futuro, è una frana nellʼItalia centralista e democristiana del passato"

Il governatore della Liguria critico anche sulla manovra: "Bene lʼabolizione di Equitalia, ma tra il dire e il fare, con Renzi..."

"Ciò che mi spaventa di più è l'allontanamento del centro decisionale da cittadini. Non mi sembra un salto verso il futuro, ma una frana verso il passato, l'abbiamo conosciuta l'Italia centralista democristiana degli anni '50, '60 e '70". Lo ha detto il governatore della Liguria, Giovanni Toti, sulla riforma costituzionale. Critiche anche sulla manovra: "Bene abolire Equitalia, ma fra il dire e il fare, con Renzi, ci si aspetta il mare".

"Giusto cambiare - ha detto Toti, intervistato da Paolo Liguori a Fatti e Misfatti - ma l'ultima volta che ho sentito Renzi dire si chiude una cosa e se ne apre un'altra era per i centri per l'impiego", che da due anni sono in una sorta di "limbo" e l'agenzia per le politiche del lavoro "non è mai nata". "Se Equitalia chiude io faccio festa, ma non vorrei neanche che rimanessimo senza uno strumento che serve a una normale gestione delle imposte degli italiani", ha detto il governatore ligure.

Toti ha parlato di una manovra "tutta in deficit". Quanto alla spesa corrente, "sono mance elettorali: non sfugge a nessuno che è una manovra che viene approvata a cavallo di un'importante scadenza e quindi si tende a largheggiare per comprare politicamente un po' di consenso, peccato che questo consenso lo pagano figli e nipoti se non sono spesi bene", ha osservato.

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