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Renzi chiama Conte e annuncia lʼaddio al Pd, ma con "pieno sostegno al governo"

Lʼufficializzazione prevista martedì. Non tutti i fedelissimi però lo seguiranno: Lotti, Guerini e Nardella resteranno con i Dem

Matteo Renzi

Nonostante gli ultimi appelli, anche da parte dei fedelissimi, Matteo Renzi non si ferma. Con una telefonata a Giuseppe Conte, l'ex segretario del Pd ha annunciato al premier la scissione della sua corrente di Dem che sarà ufficializzata martedì e ha garantito pieno sostegno al nuovo esecutivo. Il suo movimento nascerà in Parlamento con un gruppo autonomo alla Camera e, secondo le ultime indiscrezioni, anche al Senato.

A fermare Renzi ci ha provato anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, fedelissimo della prima ora. Ma ormai l'ex premier sembra deciso: nelle prossime ore, con un'intervista ad un quotidiano, annuncerà le ragioni che lo hanno spinto a lasciare il Pd e a mollare gli ormeggi per il suo nuovo movimento. Chi gli è vicino assicura che la mossa non sarà un pericolo per il governo, anzi, "paradossalmente - aveva già garantito Renzi in un'intervista al Times - ne amplierebbe il sostegno".

L'ex premier ha assicurato lealtà a Conte. Nessun contatto, invece, spiegano al Nazareno, con il segretario Nicola Zingaretti che domenica ha rinnovato l'appello ad evitare una scissione del Pd. "C'è uno spazio politico enorme - spiega uno dei dirigenti fedeli a Renzi impegnati nell'operazione - sia nell'elettorato moderato visto l'appannamento di Berlusconi e la centralità di Salvini, sia nell'elettorato di centrosinistra perché sentir cantare 'Bandiera rossa' alle feste del Pd per molti elettori non è folclore e mette a disagio".

Non tutti i fedelissimi, però, seguiranno l'ex premier: Luca Lotti e Lorenzo Guerini, neo ministro della Difesa, restano nel Pd, così come Nardella e altri parlamentari. Una separazione dolorosa che Renzi ha voluto accelerare proprio per aver tempo di spiegare la decisione prima della Leopolda, dove, raccontano i suoi, si traccerà la rotta del nuovo movimento.