Il premier poi tira una stoccata anche al suo Pd: "Basta beghe, lunedì facciamo i conti in direzione"
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"Pensare che di fronte ai martiri della camorra si possano utilizzare le cerimonie e le ricorrenze per tirarsi addosso tra partiti come ha fatto Di Maio, vicepresidente della Camera, è il segno più meschino e misero cui può arrivare la politica". Lo ha detto il premier Matteo Renzi al congresso dei giovani Dem, parlando della polemica aperta da Di Maio. Quest'ultimo ha attaccato il governo sul presunto blocco dei fondi alle vittime di mafia.
"C'è chi utilizza il riferimento alla mafia per farci la campagna elettorale, ma dove c'è la criminalità una politica seria non si rinfaccia l'un l'altro le reciproche difficoltà ma prova tutta insieme a sconfiggere le mafie". E ai giovani Pd dice: "Non consentite a nessuno di strumentalizzare ciò che di più grande ha l'Italia, i propri martiri. Non consentite di essere così tristemente meschini da strumentalizzare ciò che dovrebbe unire. Le vittime della mafia non sono lì per essere chiamate in ballo. Non solo perché questo governo ha aumentato i fondi per chi denuncia la mafia e per le famiglie delle vittime, ma perché certe pagine non vanno scritte, c'è un limite oltre cui non si può andare. Non arrivate mai al punto di strumentalizzare le vittime della mafia, ve lo chiedo con il cuore, fermatevi un minuto prima".
"Basta piccole beghe, domani facciamo conti" - Renzi passa poi a dare bacchettate ai suoi. "Mi resta l'ambizione di non discutere di piccole beghe ma di temi più grandi. Ma su questo facciamo i conti domani, non è questa la sede per parlarne". Lo ha detto Renzi annunciando la resa dei conti alla direzione del Pd in programma lunedì. "Non state a inseguire le beghe interne e le vostre piccole discussioni", è l'invito rivolto al premier ai giovani Dem. "Io sono orgoglioso del nostro partito che discute, mentre quelli che ci criticano aspettano che il 'sacro blog' dica sì o no o prendono ordini da una villa brianzola".
"Non so quanti di voi passano il tempo a definirsi con dei suffissi, renziani, veltroniani, bersaniani... Fare politica significa rispondere ai grandi obiettivi del millennio, dare un'opportunità nelle nostre periferie, ma senza inseguire le vostre beghe interne e le piccole discussioni", ha detto Renzi rivolti a giovani Pd. Con i quali in apertura del suo intervento aveva scherzato: "So che il congresso dei giovani Democratici ha avuto qualche momento di casino, ma altrimenti non sarebbe il dibattito dei Giovani Democratici... vi siete allenati a fare quello che fanno i grandi e che dovrebbero fare meno il possibile".
"Servono voti di Verdini perché nel 2013 il Pd ha perso" - "Mi dicono: ma tu governi coi voti del centrodestra? Già, perché abbiamo perso le elezioni l'altra volta. La prossima volta le vinceremo e non ci saranno. Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta". Ha aggiunto Renzi. "Sembra si siano svegliati tutti insieme, ma Alfano e Verdini hanno votato la fiducia come era accaduto col governo Letta e il governo Monti". "Se vogliamo cambiare serve una legge elettorale in cui chi vince vince per davvero, non in cui chi vince arriva primo... E se nel 2013 abbiamo avuto il 25% e nel 2014 il 42, significa che abbiamo cambiato modo di coinvolgere gli italiani, il Pd è la scommessa per un mondo in cui si supera la paura e c'è il coraggio".
"Referendum trivelle? Blocca esistente, uno spreco" - "Che il Pd dia un'indicazione sul referendum sulle trivelle non significa che non ci sia la piena possibilità per chiunque, senza intervento della segreteria, di fare quel che crede. Ma non fatevi prendere in giro: non è un referendum sulle nuove trivelle, che hanno già la linea più dura d'Europa. E' un referendum - del tutto legittimo - per bloccare impianti che funzionano. Io lo considero uno spreco". Dice ancora Renzi ai Giovani democratici: "Ciascuno quando voterà sì o no pensi se sia giusto che 10mila persone perdano il posto".