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Renzi al Lingotto: "Siamo convintamente al fianco di Gentiloni"

Lʼex premier lancia la sua campagna congressuale: "Il Pd è lʼargine del sistema democratico del Paese"

Renzi al Lingotto: "Siamo convintamente al fianco di Gentiloni"

"Non siamo qui per far ripartire l'azione del governo che va avanti. Noi siamo convintamente al fianco di Gentiloni". Lo ha detto Matteo Renzi intervenendo alla kermesse Pd del Lingotto a Torino. "La politica deve essere capace di indicare una direzione, non dividersi tra correnti. La sfida non è il quotidiano nauseante ping pong di queste settimane e mesi che ha stancato anche gli addetti ai lavori e non ha senso", ha aggiunto Renzi.

Dal palco torinese Renzi lancia un messaggio distensivo ai due candidati alla segreteria Dem riservando i toni più duri agli scissionisti del Partito democratico. Stop alle polemiche interne dunque, ma anche "basta con la sinistra della paura e della nostalgia". "Questo è un popolo che non parla mai male degli altri e il mio messaggio è per Orlando e Emiliano: a loro auguro 'in bocca al lupo' e l'assicurazione che da parte nostra non ci sarà mai una polemica ad personam come quelle che abbiamo subito noi per settimane", ha ribadito l'ex premier aprendo la sua campagna congressuale.

Ma se ai compagni di partito l'ex segretario rivolge frasi di velata apertura, così non è per gli scissionisti, rei di essersi fatti portavoce di quel sentimento della paura "che non ci appartiene" e a cui lancia l'ultima stoccata: "Liberiamoci dall'atteggiamento di chi va ai talk show per battaglie rancorose verso qualcuno o qualcosa".

Renzi non dimentica neanche gli avversari di sempre, quei 'grilllini populisti' esempio dell'antipolitica. "Noi siamo quelli che rifiutano l'antipolitica ma non ci possiamo lamentare del grillino di turno perché anti politica è il populista ma anche il tecnocrate che fa come gli pare", tuona l'ex premier dal padiglione 1 del Lingotto.

Sgomberato il campo dalle polemiche, l'ex primo ministro traccia le linee guida della sua candidatura a segretario e leader della Sinistra italiana, senza dimenticare la recente batosta elettorale: "Io ci sono, con le mie ferite. Ma prima di me - dice annunciando più collegialità e dibattito delle idee - ci siete voi".

"Non siamo qui per ripartire, perché non ci siamo mai fermati ma per discutere, dialogare, dividerci se serve", afferma con quello che pare un riferimento anche alle critiche di Sergio Chiamparino, che al Lingotto viene da sostenitore "critico". Al centro pone un tema come il lavoro e annuncia la nascita di una scuola di politica ("Frattocchie 2.0") e una piattaforma on-line di partecipazione che si chiamerà "Bob", come Kennedy.

Quanto al partito, dice che il Pd è "l'argine del sistema democratico del Paese" e che se ci sono "abusi" sulle tessere a fronte di 420 mila iscritti è fisiologico. Ed è normale che non abbia gli stessi problemi M5s che a Monza elegge il candidato sindaco con 20 voti. Propone una ricetta diversa rispetto al partito leggero o al partito pesante, che è una partecipazione attraverso diverse forme. E afferma che c'è spazio per parlare anche ai Millenials.

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