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Referendum, Renzi a Firenze per il sì: "Se vogliono la palude prendano altri, noi vogliamo cambiare"

Poi striglia i suoi: "Bisogna attrezzarsi un poʼ meglio. Non si può essere troppo rilassati, perché non è detto..."

Referendum, Renzi a Firenze per il sì: "Se vogliono la palude prendano altri, noi vogliamo cambiare"

"Io ti prometto, cara Italia, che ce la metterò tutta, ma voi promettetemi che ce la metteremo tutta, e non ci fermeremo finché non cambia". Il premier Matteo Renzi, a Firenze per il "sì" al referendum costituzionale, è chiaro: "Se vogliono la palude, si prendano altri. Non so se toccherà ancora a noi, ma finché toccherà a noi, noi vogliamo cambiare".

L'intervento di Matteo Renzi all'Obihall di Firenze è durato circa un'ora. Davanti a un migliaio di persone, il premier ha puntato la prima parte del suo intervento sul ricordo della campagna per le primarie del 2008, quella per sindaco a Firenze. Poi si è rivolto al suo pubblico: "Bisogna attrezzarsi un po' meglio di quanto fatto fino ad oggi. Non si può essere troppo rilassati" perché "non è detto".

"Sono 70 anni che ci provano tutti a cambiare il bicameralismo perfetto e non c'è riuscito nessuno", ha sottolineato Renzi, citando Giuseppe Dossetti e Nilde Iotti. "Tutti erano favorevoli" fino a quando abbiamo fatto la riforma. "E' evidente che il Senato dovrà fare cose diverse, anche affrontare questioni di Unione Europea. Sì anche di Europa perché non ne posso più di burocrati - ha proseguito - che non hanno prontezza delle necessita'. Ci voglio portare i sindaci perché soltanto loro sono a contatto con le persone. I sindaci stanno in mezzo alla gente: le riunioni al Senato si faranno una volta a mese".

Renzi non perde l'occasione di attaccare i Cinquestelle. "Si rendono conto che dopo averci fatto la morale neanche un assessore al bilancio riescono a trovare. Volevano mettere a posto il debito e l'unico risparmio che stanno facendo è quello dello stipendio di un assessore". "Lo dico qui, mi smentiscano se non è vero - ha proseguito - i 5 Stelle in tutte le trasmissioni televisive vanno a dire che rinunciano ai soldi del finanziamento, ma solo il Senato ogni anno dà 2 milioni di euro al gruppo dei 5 Stelle, usati per lo staff della comunicazione, per lavorare sui social, per insistere a creare il clima che danneggia il paese, sono soldi pubblici usati dal M5s". Poi se la prende direttamente con la giunta Raggi che, sul no alle Olimpiadi, "invece di bloccare i ladri, blocca le opere".

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