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Migranti, lʼItalia supera la Francia per le concessioni dʼasilo e diventa seconda in Europa

Di Maio incalza Salvini: "Serve assolutamente ribadire allʼUe che la redistribuzione dei migranti va fatta. Eʼ bello fare i sovranisti con le frontiere degli italiani, come fanno nei Paesi dellʼEst"

Migranti, l'Italia supera la Francia per le concessioni d'asilo e diventa seconda in Europa

L'Italia supera la Francia per l'asilo ai migranti ed è seconda in Europa, dopo la Germania. Il sorpasso è avvenuto nel 2018, ed emerge da un'analisi dei dati di Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea. Nel 2018 i 28 Stati membri, nel loro insieme, hanno garantito protezione internazionale a 333.355 profughi. Oltre il 40% delle decisioni positive sono state in Germania (139.600), in Italia (47.885), e Francia (41.440).

Anche nel 2017 a fare la parte del leone era stata la Germania, con oltre il 60% di via libera (325.400), ma in quel caso, seppure da lontano, a rincorrere era la Francia (40.600), tallonata dall'Italia (35.100). In coda alla classifica dell'asilo 2018, figurano invece due Paesi baltici, Estonia (solo 20 pareri positivi) e Lettonia (30); oltre alla Slovacchia (45).

E non si sono distinti per generosità neppure gli altri tre Stati che con la Slovacchia formano il patto di Visegrad: Repubblica Ceca (165), Ungheria (365), e Polonia (435), strenui oppositori della revisione del sistema d'asilo europeo, ed in particolare ad una rivisitazione in senso più solidale del regolamento di Dublino. Ma anche il dato della Spagna riserva sorprese: ha concesso protezione solo a 2.965 persone (65 per milione di abitanti), contro l'Austria che con i suoi 20.700 via libera, ha registrato il numero più alto in Ue - 2.345 - per milione di abitanti.

Intanto a Bruxelles si fa sempre più palpabile l'irritazione per la mancata approvazione della riforma del sistema d'asilo comune prima delle elezioni europee. Non a caso la portavoce della Commissione Mina Andreeva ha consigliato al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi di rivolgere la sua richiesta di un piano d'emergenza, nell'eventualità di un flusso di migranti improvviso dalla Libia, agli altri Stati membri, quegli stessi Paesi che per anni hanno impedito la riscrittura del regolamento di Dublino.

E da Bruxelles arriva anche un monito per l'Italia, e più in particolare per il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha rivelato come i migranti irregolari presenti sul territorio siano ormai solo 90mila. "I movimenti secondari da uno Stato membro verso un altro" - è l'avvertimento - sono vietati "dal diritto europeo".

Anche il vicepremier Luigi Di Maio si rivolge a Salvini. "Serve assolutamente ribadire all'Europa che la redistribuzione dei migranti va fatta. E' bello fare i sovranisti con le frontiere degli italiani, come fanno nei Paesi dell'Est". E il leader M5s sottolinea: "Io non sono il ministro dell'Interno ma lo dico al ministro dell'Interno: i rimpatri vanno fatti perché erano stati promessi". Sul tema Salvini taglia corto: "In Italia e in Sicilia non si arriva più, si arriva se si ha diritto. Questo mi è costato minacce e probabilmente qualche processo, ma vado avanti".

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