AL VERTICE DI BRUXELLES

Gentiloni: "L'Ue si muove in fortissimo ritardo sull'immigrazione"

Il premier a Bruxelles: "Sull'immigrazione Germania ed Europa devono evitare una sensazione di relax che non ha motivo di esistere"

16 Dic 2016 - 13:38
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"L'Ue si sta lentamente orientando ad assumere in agenda la priorità migratoria, ma i problemi purtroppo sono molto più veloci delle soluzioni e così continua ad esserci un fortissimo ritardo". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al termine del vertice europeo di Bruxelles. "Chiediamo alla Germania, ma anche a tutta l'Europa, di evitare una sensazione di relax che non ha motivo di esistere", ha aggiunto.

Per Gentiloni è il debutto da premier a Bruxelles, dove "tutti i colleghi mi hanno chiesto di salutare Matteo Renzi" e "mi hanno accolto calorosamente, incuriositi e favorevolmente colpiti dalla rapidità con cui la crisi si è risolta". Gentiloni è subito andato all'attacco, denunciando i "grandissimi ritardi" con cui l'Europa reagisce davanti alla crisi migratoria. I messaggi sono incisivi anche verso Berlino, che "ha dato l'esempio" nella politica migratoria, ma ora non deve dare l'idea di relax perché la rotta dell'Egeo è "apparentemente sotto controllo".

Chiesto il rinvio della revisione di Dublino - Insomma, non può essere che "l'emergenza è meno emergenza" perché il problema si è sposato sulla rotta del Mediterraneo e verso l'Italia. E c'è troppa lentezza anche nel passare all'azione con i 'migration compact' per l'Africa, lanciati a gennaio e solo ora ai primi passi concreti. Per di più già efficaci. Poi stoppa il tentativo di fare una brutta riforma dei Dublino: "Abbiamo chiesto di rinviare la discussione sul regolamento di Dublino, perché le ipotesi che si delineavano erano per noi insufficienti".

Siria, "no a nuove sanzioni a Mosca" - L'Italia è in prima fila anche nello sventare il tentativo polacco di far prolungare di un anno, anziché di sei mesi, le sanzioni alla Russia per l'Ucraina. In più non lascia passare la proposta di minacciarne altre per le azioni in Siria. "Ci siamo concentrati sulla dimensione umanitaria e abbiamo avuto una discussione conclusasi, per fortuna, senza considerare l'ipotesi, che a mio avviso sarebbe stata sbagliata, di agire con sanzioni contro la Russia", ha spiegato Gentiloni.