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Manovra, lʼapprodo in Aula mercoledì: confermato il canone Rai a 90 euro | Salta la stretta sui contratti a termine

Presentato un nuovo pacchetto di 11 emendamenti del relatore Pd Francesco Boccia: si va dalla riduzione della web tax al bonus bebè solo per i nati del 2018. Novità anche per il risparmio energetico

Un nuovo pacchetto di 11 emendamenti del relatore Pd Francesco Boccia si è aggiunto alla Manovra facendo slittare a mercoledì l'approdo della Legge di Bilancio alla Camera. Si va dalla conferma anche per il 2018 del canone Rai a 90 euro alla riduzione della web tax: l'imposta sulle transazioni digitali passa dal 6%, così come fissato al Senato, al 3% e non viene allargata all'e-commerce. Niente stretta sui contratti a termine e sull'aumento dell'indennità di licenziamento.

Bonus bebè solo per i nati del 2018 - Il bonus bebè viene rifinanziato per i soli nati nel 2018 ma sale a 4mila euro la soglia di reddito entro la quale i figli lavoratori rimangono comunque fiscalmente a carico dei genitori. Lo prevedono due emendamenti alla manovra che rivedono il 'pacchetto famiglia' approvati dalla commissione Bilancio. L'aumento della soglia vale per i ragazzi entro i 24 anni di età. Oltre rimane in vigore l'attuale soglia di 2.841,51 euro. Gli under 24 che fanno piccoli lavori entro i 4mila euro nella relazione tecnica sono indicati in 132.300.

Imposte e prelievi fiscali - Scompaiono sia le comunicazioni all'agenzia delle Entrate e dunque lo spesometro per tracciare le imprese digitali, sia il credito d'imposta riconosciuto alle imprese residenti per evitare doppie tassazioni e scompare anche il ruolo di sostituti d’imposta a carico delle banche. Non saranno comunque penalizzate le piccole imprese in contabilità semplificata e i cosiddetti minimi. L'entrata in vigore resta fissata al 1 gennaio 2019. Nella versione dell'emendamento alla manovra approvata in commissione salta dunque il meccanismo del credito d'imposta: la nuova imposta sulle transazioni digitali sarà prelevata con l'applicazione di una ritenuta; prevista anche una misura "salva" Pmi e start up perché l'obbligo di versamento delle imposte scatta quando in un anno solare sono state effettuate almeno 3.000 transazioni digitali.

Incentivi per il risparmio energetico - Arrivano incentivi agli enti locali per installare lampioni a risparmio energetico con l'obiettivo di ottenere entro il 2023 "una riduzione dei consumi elettrici per illuminazione pubblica pari almeno al 50%" rispetto ai consumi medi del 2015-2016. Lo prevede un emendamento alla manovra a firma del commissario alla spending review Yoram Gutgeld approvato dalla commissione Bilancio della Camera.

Stretta sugli abusi edilizi -  Arriva un fondo ad hoc per aiutare i comuni negli interventi di demolizione degli abusi edilizi e nasce la banca dati dell'abusivismo. Lo prevede un emendamento alla manovra del Pd, a prima firma Realacci, riformulato e approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Si stanziano 5 milioni per il 2018 e per il 2019 mentre 500 mila euro nel 2019 vanno alla banca dati. In caso di ritardi nell'inserimento delle informazioni su illeciti e relativi provvedimenti emessi previste multe fino a 1000 euro per i funzionari inadempienti.

Nuovi servizi farmacie, via a sperimentazione - Via libera alle cosiddette "farmacie dei servizi" in nove Regioni italiane nel triennio 2018-2019. Si tratta di servizi di assistenza domiciliare, dalle prestazioni fisioterapiche a quelle infermieristiche, passando anche per la prenotazione di visite specialistiche presso il sistema sanitario nazionale. Sarà un decreto del ministero della Salute a stabilire quali saranno le Regioni coinvolte. Le risorse stanziate sono pari a 6 milioni nel 2018, 12 milioni nel 2019 e 18 milioni per l'anno 2020. L'obiettivo della sperimentazione riguarda la "remunerazione delle prestazioni e delle funzioni assistenziali erogate dalle farmacie con oneri a carico del servizio sanitario nazionale".

Salta la stretta su riduzione durata contratti a termine - Salta invece la stretta sui contratti a termine. L'emendamento alla Manovra presentato in commissione Bilancio dalla deputata Pd Chiara Gribaudo, che prevedeva la riduzione del termine massimo da 36 a 24 mesi, è stato infatti ritirato. Manca l'accordo politico e i tempi per il via libera alla Manovra, che dovrebbe arrivare domani in aula, sono strettissimi.

Salta anche l'aumento dell'indennità di licenziamento - E salta anche la stretta sui licenziamenti. Su indicazione del governo e del relatore alla Manovra, il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha ritirato l'emendamento che portava da 4 ad 8 le mensilità minime da pagare al lavoratore in caso di licenziamento senza giusta causa. "L'esecutivo sta compiendo un errore che non è di poco conto. - ha detto Damiano -. La prossima legislatura dovrà affrontare questo problema perché in Italia licenziare costa troppo poco ed è diventato troppo facile".

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