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Meloni in Parlamento: "Nessun rimpasto o urne anticipate" | "In Iran a un passo dal non ritorno, valutare la sospensione del Patto di Stabilità"
Informativa della premier alla Camera e al Senato. L'attacco di Schlein (Pd): "Potevate fare tutto e non avete fatto nulla". Conte (M5s): "La sveglia del referendum non ha suonato, l'Italia è in braghe di tela"
Guerra in Iran, referendum, i rapporti tra Usa e Italia. Tanti i temi al centro dell'informativa della premier Giorgia Meloni alla Camera e al Senato. "Niente dimissioni, né rimpasto, governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare", ha detto la presidente del Consiglio, che ha poi auspicato che "il cantiere della riforma della giustizia non venga abbandonato". Sulle accuse di sudditanza verso Donald Trump, ha ricordato che "la collocazione internazionale dell'Italia è la stessa da circa 80 anni". Meloni ha infine parlato dell'escalation in Medioriente, dove si è quasi arrivati "a un punto di non ritorno". La tregua rappresenta una "flebile prospettiva di pace da perseguire", ma se la crisi continua, bisogna "valutare la "sospensione del Patto di Stabilità".
Critiche da parte delle opposizioni. Elly Schlein (Pd): "Avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Potevate fare tutto e non avete fatto nulla". Giuseppe Conte (M5s): "La sveglia del referendum non ha suonato, l'Italia è in braghe di tela".
Nello scontro tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein nell'Aula della Camera, il tema del lavoro ha avuto un ruolo preponderante, con una vera e propria guerra di cifre. "Schlein ripete in tv che da quando governa il centrodestra è aumentata la precarietà. Una menzogna verificabile" e "quando si mente è perché si ha paura della verità - ha detto per prima Meloni -. Da quando si è insediato questo il lavoro stabile è aumentato e il precariato è diminuito. La sinistra lo rivendicava e la destra lo ha fatto. Non lo dico io, ma l'Istat: rispetto a inizio legislatura abbiamo 1,2 milioni di occupati stabili in più e oltre 550 mila precari in meno". "Non c'è un italiano che sta meglio di prima", ha detto Schlein riferendosi ai quattro anni di governo Meloni. "Tanti giovani devono decidere se accettare uno stage o partire all'estero", ha affermato ancora la segretaria. "La vostra Italia è fondata sul lavoro povero e precario" e "continuate a negare il salario minimo a 4 milioni di lavoratrici e lavoratori", "propaganda l'aumento dell'occupazione ma ci guardi dentro quei dati: dentro dilaga il lavoro povero. È l'Ocse ad averle risposto mentre lei parlava dicendo che c'è un problema sull'occupazione femminile, dei giovani. E' aumentata sì, quella degli over 50, solo che ai giovani vengono proposti solo stage non pagati. Per questo toccherà a noi combattere sfruttamento e precarietà" e "il part time forzato che segna il destino di troppe donne lavoratrici".
Sullo sviluppo e l'impiego delle soluzioni di intelligenza artificiale in ambito Difesa "non stiamo avviando un nuovo ciclo di analisi, ma una fase di concreta accelerazione, una governance definita, un piano attuativo di finalizzazioni, priorità operative già individuate, primi progetti pronti a partire, una struttura permanente in via di costituzione per assicurare continuità e reale impatto all'intera strategia sull'Intelligenza artificiale". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto rispondendo, nel corso del question time al Senato, a un'interrogazione, presentata da Fdi, sul piano di integrazione tra il settore della Difesa e l'Intelligenza artificiale.
"L'ho detto mille volte: non abbiamo una difesa adeguata semplicemente perché la difesa di cui abbiamo bisogno nei tempi che stiamo vivendo da quattro anni è una difesa profondamente diversa da quelli che tutti immaginavano di aver bisogno fino a quattro anni fa". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto rispondendo, nel corso del question time al Senato, a un'interrogazione, presentata dal leader di Azione Carlo Calenda, sugli obiettivi di sviluppo dello strumento militare italiano. "Il mondo è cambiato, abbiamo riscoperto la guerra interna dell'Europa, abbiamo riscoperto una situazione in cui contano le potenze e non contano i valori democratici e di libertà che abbiamo inseguito tutti, soprattutto in Europa negli ultimi anni, quindi in un mondo cambiato la difesa si è trovata impreparata semplicemente perché - ha spiegato Crosetto - preparare la difesa non è come preparare il frigorifero di casa: non vai al supermercato e compri quello che ti serve per riempire il frigorifero vuoto, gli investimenti difesa richiedono anni di programmazione, anni di finanziamento. I programmi aeronautici durano 35 anni e lo stesso vale per i mezzi di difesa terrestri, la tecnologia si ottiene con investimenti enormi che nei primi anni non danno frutti, ecco tutto questo non è stato fatto, non solo in Italia ma in Europa".
"Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella sua informativa di oggi in Parlamento ha dimostrato ancora una volta chiarezza, determinazione e visione. Un intervento forte, concreto, che ha messo centro la responsabilità dell'azione di governo in una fase internazionale complessa, ricordando come la politica estera sia strumento essenziale per tutelare gli interessi di cittadini, famiglie e imprese". Lo afferma Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia.
"La Difesa ha il piano pronto: ciò che servirebbe per adeguare la nostra Difesa è pronto, è chiaro, è stato definito dagli Stati maggiori, c'è un piano che è stato reso compatibile con le possibilità di un futuro aumento" della spesa, "ma il fatto che ci sia il futuro aumento non dipende dalla difesa, dipende dal Parlamento, dipende da una decisione politica, dipende dai vincoli di bilancio europeo, dipende dalla situazione finanziaria per cui la difesa è pronta qualora ci sarà un aumento rispetto a quelle che sono le attuali condizioni economiche". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto rispondendo, nel corso del question time al Senato, a un'interrogazione, presentata dal leader di Azione Carlo Calenda, sugli obiettivi di sviluppo dello strumento militare italiano.
"Oggi in Aula abbiamo finalmente messo a nudo un paradosso enorme che il governo continua a far finta di non vedere. Il ministro Giancarlo Giorgetti è stato chiaro: se non usciamo dalla procedura di infrazione servirà uno scostamento di bilancio per finanziare la spesa militare. Avete capito bene: faremo più deficit, ma per le armi. Non per ridurre le liste d'attesa nella sanità, non per sostenere scuola e famiglie, non per rilanciare davvero l'economia. E se invece rientriamo sotto il 3%, scatta la flessibilità prevista dal nuovo Patto di Stabilità e crescita, ma anche lì - guarda caso - solo per aumentare la spesa militare", ha scritto sui social il vicepresidente M5s Stefano Patuanelli a seguito delle repliche al question time del ministro Giorgetti. "Abbiamo costruito un sistema in cui, comunque vada, la priorità sono le armi: se i conti vanno bene si spende di più, se vanno male si fa debito per spendere lo stesso. E allora la domanda è semplice: chi è che ha chiesto all'Europa che l'unica flessibilità possibile fosse quella sulle spese militari? Qualcuno da Marte o questo governo? Perché questa scelta porta una firma politica precisa, e oggi è venuta fuori in tutta la sua evidenza", ha aggiunto.
"L'auspicio è che la crisi internazionale veda quanto prima la sua soluzione ma, se ciò non dovesse accadere, si dovrà porre seriamente il tema di una risposta unitaria europea, così come fu fatto per la pandemia, con misure eccezionali fra le quali ho già condiviso con alcuni partner europei la proposta di prevedere una tassazione degli extra profitti generati nel settore dagli aumenti dei prezzi dei carburanti e dell'energia, fermo restando che il perdurare della crisi imporrà di ragionare in maniera seria e costruttiva su una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time al Senato a un'interrogazione di Forza Italia.
"I segnali di rallentamento delle prospettive di crescita sono in grande misura riconducibili a fattori esogeni. Il governo si appresta a rivedere le previsioni con l'acuirsi delle tensioni in Medio Oriente. Il governo si appresta pertanto a rivedere le proprie previsioni macroeconomiche nella stessa direzione seguita dai principali organismi internazionali" e dai previsori nazionali. Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, al Senato. Prima della crisi energetica, sottolinea il ministro, c'erano "segnali di miglioramento" delle prospettive di crescita.
"Premesso che io ai miracoli ci credo, vorrei sottolineare che il quadro" delineato dalle ultime ultime statistiche "non indica il deterioramento strutturale" dell'economia italiana e ha dimostrato una "significativa resilienza allo shock del commercio internazionale". Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time al Senato. "Guardando al passato osservo che non sono certo sporadici i casi in cui le periodiche e pessimistiche previsioni" sono state "successivamente superate dai dati".
"Oggi Giorgia Meloni è venuta in Parlamento, per la prima volta dopo la sconfitta referendaria, a riferire alle Camere. Lo ha fatto raccontando un Paese che, semplicemente, non esiste. Nel suo intervento non c'è traccia della realtà: una crescita in rallentamento da anni, salari erosi dall'inflazione, famiglie e imprese sempre più in difficoltà. Secondo la Presidente del Consiglio, va semplicemente tutto bene. Ha detto che il Sud starebbe vivendo una fase positiva, mentre interi territori sono colpiti da frane e dissesto idrogeologico che stanno bloccando collegamenti e attività. Ha rivendicato risultati sull'immigrazione, ignorando le centinaia di morti in mare che continuano a essere denunciate da mesi". Così Debora Serracchiani, componente della segreteria nazionale del Pd, in un video su Instagram. "Non una parola su come affrontare la crisi energetica, nessuna condanna al suo 'amico speciale' Donald Trump. A più di un anno dalla fine della legislatura, quando servirebbero risposte concrete, il governo continua a scegliere la propaganda. E questo è il vero problema: raccontare un'Italia che non c'è, invece di governare quella reale", conclude.
Conclusa la discussione sull'informativa della premier Meloni al Senato, l'aula è stata sospesa e riprenderà tra pochi minuti per procedere con il question time. Era previsto alle 15 ma è slittato per via degli interventi dei senatori post informativa. Sono attesi il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e il responsabile della Difesa, Guido Crosetto.
"Un intervento lucido, concreto e responsabile quello pronunciato, oggi, in Senato, dalla premier Giorgia Meloni che rappresenta con fermezza la posizione del governo di centrodestra di questi anni, rispetto a una opposizione fragile e debole negli argomenti. Il governo è stabile e la maggioranza è solida, decisa dagli Italiani con il voto che proseguirà nell'attuare il suo programma elettorale. Serve il coraggio di essere coerenti. Noi ce l'abbiamo e andremo avanti. Meloni sta mantenendo la barra dritta in un mare in tempesta. A chi sperava di soppiantare la volontà popolare con governicchi scelti nel palazzo non possiamo che rispondere: il centrodestra, scelto dagli italiani, a guida Giorgia Meloni andrà avanti fino alla fine del mandato". Lo ha detto il senatore di Fratelli d'Italia, Gianni Rosa, commentando l'intervento della Premier in Senato.
"Quello di oggi sarebbe potuto essere il momento della verità. Il momento in cui Giorgia Meloni sceglieva di essere il premier di tutti, parlando al Paese con onestà, riconoscendo le ragioni della sconfitta al referendum e indicando una rotta chiara in una fase di grave crisi. Ha scelto invece ancora una volta la strada del capo popolo: nessuna analisi, nessuna assunzione di responsabilità, solo una narrazione difensiva utile a ricompattare la propria base". A dirlo è Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd, commentando l'informativa del presidente del Consiglio Meloni al Senato. "Oggi abbiamo visto un governo senza bussola, privo di una strategia per la crescita e lo sviluppo, fermo nella tempesta internazionale e incapace di indicare una rotta al Paese", conclude Lorenzin.
"Presidente, è giusto investire nel Sud, indubbiamente questo è importante per eliminare la disparità, creare la coesione sociale e tutto quello che è utile e necessario che fa parte anche del programma della Lega nazionale. Però a nostro giudizio sarebbe bene ascoltare un po' più il Nord. Quel Nord che è un po' stanco di quella burocrazia e di quell'apparato statale che frena lo sviluppo delle imprese anziché spronarle. Ecco noi pensiamo che ci sia una questione settentrionale che sia più attuale che mai". L'ha detto il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo durante il suo intervento in Aula dopo l'informativa della premier Meloni a Palazzo Madama. E ha aggiunto: "Con l'autonomia, la competitività delle imprese e i salari in base al costo della vita crediamo che queste siano priorità da prendere in seria considerazione".
"Ha trasformato questa informativa in un comizio identitario, ancora una volta è venuta in Parlamento più da capo fazione, da leader del partito di maggioranza che da presidente del Consiglio. Presidente la Costituzione non si cambia a maggioranza: dopo il 2006 e il 2016 è arrivato il 2026. A colpi di maggioranza non si cambia la Costituzione, ora spero sia chiaro a tutti". Così il capogruppo Pd Francesco Boccia intervenendo in aula al Senato dopo l'informativa della premier Giorgia Meloni.
"Parlare dopo il senatore Renzi offre sempre nuove prospettive e interi capitoli di storia creativa. L'ho sentito pontificare su quello che ha fatto e su quello che bisogna fare. Ma la storia non la scrive il senatore Renzi come piace a lui. La storia racconta che ben altro, racconta che lei oggi non è il leader del maggiore partito di opposizione. Lei è il leader di un partito che i sondaggisti fanno fatica a rilevare.La storia racconta che lei è diventato presidente del Consiglio usurpando il posto del suo collega Enrico Letta e senza passare dal consenso popolare. La storia racconta che è entrato in Parlamento senza passare dal voto. La storia racconta e racconterà che è sicuramente un grandissimo rottamatore, perché è molto più bravo a distruggere che a costruire". Così la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato Licia Ronzulli intervento in aula dopo l'informativa urgente della presidente Giorgia Meloni.
"Pensiamo che, al di là dei toni da campagna elettorale un po' troppo prematuri", in "questo momento paghi molto la serietà con cui il governo si muove" come quando con "forza e coraggio" la premier "è andata in Algeria e nei Paesi del Golfo per incrementare i rifornimenti energetici", ha detto il presidente dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo nel dibattito dopo l'informativa di Giorgia Meloni.
"Ora l'opposizione dovrebbe non farsi prendere dal tanto peggio tanto meglio ma cooperare su una serie di misure che il governo potrebbe proporre" e "lei signora presidente dovrebbe capire che nessuno le chiede di abbandonare il campo atlantico ma ci faccia capire se ritiene moralmente, politicamente un pessimo esempio politico da seguire quello di Trump che sta sostenendo l'abolizione dello Stato di diritto". Lo ha detto il senatore Mario Monti intervenendo in Aula al Senato nell'ambito del dibattito dopo l'informativa della premier Giorgia Meloni.
"A sentire il suo intervento oggi, uno si immaginerebbe che il suo governo gode di consenso, invece la verità è che c'è stato un 'no' grosso come una casa che cambia la storia politica di questa legislatura come in altre vicende i 'no' referendari hanno fatto negli anni. E se lo faccia dire da un esperto della materia". Così il senatore di Italia viva, Matteo Renzi nella discussione sull'informativa della premier Meloni nell'aula del Senato. E sempre riferendosi alla sconfitta al referendum sulla giustizia, ha aggiunto: "Questo è un 'no' che non riaccende ma rimbomba per i prossimi 15 mesi tutti i giorni".
"Il suo governo è entrato in una crisi irreversibile, lo ha dimostrato il suo intervento da avvio di campagna elettorale. Ma un anno di campagna elettorale, perché il suo governo ha esaurito la spinta politica, il Paese non se lo può permettere. È un'altra cosa di cui lei si assume la responsabilità. Noi ci saremmo aspettati un 'mea culpa' per il non condanno né condivido rispetto alle scellerate guerre di Trump e Netanyahu e, dopo il referendum, un passo indietro sulla giustizia". Invece "ha fatto un discorso da gioco delle tre carte dicendo che andrà avanti per questa strada, cioè andrà avanti a danneggiare l'interesse del Paese". "Potrà anche costringere tutti" i ministri "alle dimissioni, ma il problema è lei, Meloni". Lo ha detto il leader di Più Europa, Riccardo Magi, dopo l'intervento in Aula della premier Giorgia Meloni.
"Lei presidente dice che non scappa ma scappa eccome. Lei ha detto che ci mette la faccia. Non ci ha messo la sua ma quella di Daniela Santanchè. Ha archiviato la sconfitta referendaria come se fosse un secolo fa e non come venti giorni fa". Così Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera, intervenendo in Aula.
"Oggi ha chiuso la campagna referendaria per aprire quella elettorale" ha aggiunto la deputata Boschi rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni in Aula alla Camera. "Questa sconfitta referendaria - ha aggiunto - rovescia il racconto di Giorgia Meloni figlia del popolo: lei è la figlia del palazzo. Avete fatto un rimpastino invece di confrontarvi col Paese. Ha detto che ci ha messo la faccia, ma ci ha messo quella di Santanché dopo la sconfitta referendaria". Noi le chiediamo serietà - ha proseguito - e un'assunzione di responsabilità. Almeno per il prossimo anno la smetta con le misure spot. Noi di proposte ne abbiamo fatte tante ma ce le avete bocciate tutte".
"È stato il discorso del suo declino. Lei ha detto oggi che non si dimette ma qui nel Parlamento ha fatto il discorso di apertura della sua campagna elettorale sfidando le opposizioni. Noi abbiamo fatto tante proposte, la sua maggioranza e lei ce le ha bocciate tutte quante. Dopo quattro anni, signora presidente, ci faccia la cortesia di non dire agli italiani che cosa farà e in quattro anni non ha fatto assolutamente nulla, se non raccontare tante bugie, a partire dai dati economici di cui si vanta". Lo ha detto Angelo Bonelli, deputato e co-leader di Avs, intervenendo alla Camera dopo l'informativa della premier Giorgia Meloni sull'azione del governo. "Signora presidente del Consiglio, che oggi ho visto molto nervosa, le diciamo come Avs che siamo pronti ad andare al voto. Non abbiamo problemi, abbiamo proposte, siamo pronti a governare l'Italia, perché voi avete sfasciato l'Italia" - ha aggiunto Bonelli.
Sulla questione energetica Bonelli ha detto a Meloni: "Lei ha fatto un favore alle società energetiche che in tre anni hanno incassato 72 miliardi di euro di profitti. E io lo dico degli italiani che ci stanno vedendo: sono i soldi dei pensionati, delle famiglie e delle Pmi che si sono visti raddoppiare le bollette, perché lei non è stata in grado di costruire la sovranità energetica. Ma lei non era patriota, non era sovranista? Lei non può essere patriota a Washington e forestiera in Italia. Noi dobbiamo costruire la sovranità energetica, Sanchez lo fa. Perché lei non lo fa? A chi ha venduto gli interessi dell'Italia? Lei non può prendere il portafoglio degli italiani come se niente fosse".
"Lei racconta una realtà mitologica, la sveglia referendaria non è suonata a Palazzo Chigi. Lei dice ancora 'faremo' ma ha un grande futuro alle spalle. Ha citato grandi numeri, ma non due numeretti: quattro anni, zero riforme. Ha detto ci metto la faccia, ma se non ci mette competenza e capacità l'Italia rimane in braghe di tela". Lo ha detto il leader M5S Giuseppe Conte, rivolgendosi alla premier Meloni in Aula alla Camera. "Ci ha sfidato più volte, ma sappia che qui abbiamo più proposte condivise", ha aggiunto, ribadendo: "Gli italiani le hanno dato la sveglia. Noi siamo pronti per la sfida progressista e la manderemo a casa". "Lei ancora oggi è completamente confusa", ha proseguito Conte, aggiungendo: "Qui non dobbiamo scegliere tra Sanchez e Orban, qui dobbiamo scegliere la Costituzione italiana e il diritto internazionale. Nessuno osa contraddire Trump ed è ancora più grave quando a non contraddire il Capo è una leader del G7. La sua subalternità è ignobile, lei sta contribuendo a distruggere il diritto internazionale. Se rimane silente e complice di fronte a Netanyahu, lei incoraggia un genocidio. Se di fronte a un attacco illegale in Iran dice 'non condivido e non condanno' lei contribuisce a distruggere il diritto internazionale".
Da Meloni "un discorso di autoconvincimento, lei ci sfida ma avete già perso quella sfida perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all'opposizione, vi accontenteremo. Se non è troppo impegnata con gli scandali dei suo ministri, vi mando una cartolina dal Paese reale, quello in cui negli ultimi 4 anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein durante la discussione alla Camera dopo l'intervento della premier Giorgia Meloni. "L'Italia - ha proseguito - ripudia la guerra. Trump" sull'Iran "ha detto che sarebbe morta un' intera civiltà", quel Trump per cui avete "proposto il Nobel per la pace". Dopo tutto quello che sta accadendo, "non riuscite ancora a dire" a Trump e Netanyahu "vi dovete fermare". "Toccherà a noi costruire l'alternativa e attuare fino in fondo la Costituzione", ha continuato Elly Schlein durante la discussione alla Camera dopo l'intervento della premier Giorgia Meloni. Schlein nel corso del suo intervento ha toccato tanti punti di quello che appare come il possibile programma di centrosinistra: "Dopo quattro anni" questo governo è stata "un'occasione storica sprecata, avevate numeri per fare tutto e non avete fatto nulla. La vostra Italia è basata sul lavoro povero e precario. Toccherà a noi approvare il salario minimo, combattere la precarietà e il part time forzato, il congedo partitario, occuparci della sicurezza del lavoro, fare una legge sui rider. L'articolo 32 garantisce il diritto alla salute ma con il suo governo gli italiani che rinunciano a curarsi sono aumentati a 6 milioni. Voi volete una sanità a misura del portafoglio delle persone". Schlein ha parlato anche della necessità dell'educazione sessuale nelle scuole: "Voi pensate a un approccio tutto securitario. Cosa pensate di risolvere con i metal detector nelle scuole, senza metterci dentro gli psicologi?". Altro punto toccato dalla dem il "diritto al voto fuori sede" e "un grande piano contro il dissesto idrogeologico che toccherà a noi fare".
"Vogliamo continuare a costruire questa Italia con abnegazione, determinazione, e con umiltà, perché il voto del referendum contiene anche un segnale che non intendiamo ignorare, ma piuttosto utilizzare in positivo. Perché un sì ti conferma, ma un no ti riaccende. Ti impone di fermarti a riflettere, di rimettere tutto in discussione. E alla fine di quella riflessione, se sei una persona abituata a guadagnarsi le cose sul campo, capisci una cosa semplice e potentissima: che il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l'inizio di una nuova spinta". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo.
"A chi guarda con scetticismo risponderemo con i fatti. A chi spera nel nostro fallimento risponderemo con determinazione. A chi getta fango risponderemo con l'orgoglio di chi può ancora permettersi di guardare tutti gli altri negli occhi. A chi invece crede in questa nazione diciamo: ricordatevi che non siete soli, il governo c'è, farà la sua parte, ogni ora di ogni singolo giorno, fino all'ultimo. E quando quel giorno arriverà, se avremo agito così, non avremo alcuna ragione di temere il giudizio del popolo sovrano". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula alla Camera.
"Sui rapporti tra questo governo e la criminalità organizzata parlano i fatti, abbiamo messo in sicurezza l'ergastolo ostativo, salvato il carcere duro per i mafiosi da chi stava per smantellarlo, sono stati catturati oltre 130 latitanti, migliaia di arresti. Non abbiamo nulla da imparare da chi i boss li scarcerava a colpi di decreto con la scusa del Covid. Combatto la mafia fin da ragazzina e continuerò a farlo fino all'ultimo respiro". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera.
"Sappiamo - ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, concludendo il suo intervento - che la situazione oggi è migliore di quando ci siamo insediati, ma sappiamo anche di dover riuscire a fare di più, e meglio. E lo faremo, perché siamo abituati a rimboccarci le maniche, non conosciamo la rassegnazione, non siamo abituati a gettare la spugna. Tutt'altro". La premier ha aggiunto: "L'ultimo anno di questa legislatura non sarà un tempo di attesa. Sarà un tempo di lavoro, di scelte, di risultati. Non un tempo per costruire consenso facile, ma un tempo per rafforzare una direzione solida. E la nostra direzione è chiara: difendere l'interesse nazionale italiano, sostenere chi produce e lavora, rafforzare la presenza dello Stato dove serve e alleggerirla dove è troppo invasiva. Sostenere le famiglie, quelle presenti e quelle future, e dare risposte ai tanti giovani che rischiano di cercare quelle risposte nella dipendenza dall'intelligenza artificiale o dai social media. Continuare a restituire fiducia, costruire opportunità, rendere questa Nazione più giusta, più meritocratica, più forte, più libera".
"Sarò felice di ascoltare le proposte che certamente le forze di maggioranza, ma anche quelle di opposizione, vorranno fare in quest'aula per aiutarci ad affrontare questa difficile congiuntura della storia. Ogni buona idea sarà vagliata senza pregiudizi e magari attuata, se ce ne saranno le condizioni. Se invece i partiti di opposizione vorranno usare il tempo a loro disposizione per inveire contro chi sta governando durante la tempesta, ce ne faremo una ragione". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo.
"In vista della ricorrenza del primo maggio, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula alla Camera.
"Personalmente non sono soddisfatta dei risultati, è il primo dovere dello Stato, dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia e per questo intendiamo ad esempio incrementare la presenza di forze dell'ordine sul territorio" riorganizzando "l'attività amministrativa per avere più personale in strada e stiamo lavorando per introdurre la figura dell'ausiliario dei carabinieri e delle forze polizia assumendo 10mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo.
"Vi sfido anche su questo, non sono solita ingerire nel lavoro delle commissioni" ma "mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 senza se e senza ma e non accetto lezioni su questo tema", ha detto la premier Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera.
L'Italia ha "sostenuto il governo libanese, la sua sovranità territoriale, il suo impegno per disarmare le milizie terroriste di Hezbollah e per questo abbiamo a più riprese chiesto a Israele di fermare l'escalation militare, garantire la sicurezza del personale della missione Unifil a cui l'Italia fornisce da decenni il proprio insostituibile contributo, consentire il rientro di un numero ormai esorbitante di sfollati, anche per evitare il rischio di flussi migratori in ripresa verso l'Europa". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla Camera dei deputati per l'informativa sull'azione del governo. "Con la stessa franchezza abbiamo difeso il diritto delle comunità cristiane in Terra Santa di poter celebrare i riti pasquali con il pieno accesso al Santo Sepolcro, luogo sacro della nostra civiltà e pilastro della nostra identità. Con fermezza ancora maggiore ci siamo espressi di fronte ai fatti inaccettabili accaduti ieri ai danni del nostro personale Unifil, a cui rinnoviamo la solidarietà nostra e dell'intera nazione", ha aggiunto la premier.
"Abbiamo combattuto come nessun altro l'evasione fiscale. In tre anni abbiamo raccolto oltre 300 miliardi di euro, risorse preziosissime che ci aiutano a tenere i conti in ordine e finanziare interventi a favore di famiglie e imprese. E non abbiamo intenzione di fermarci: compatibilmente con il quadro della finanza pubblica, continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese. Perché questo avevamo promesso, questo abbiamo fatto e questo continueremo a fare, anche con la prossima legge di bilancio". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula alla Camera.
"Molto ci siamo occupati dei salari, in questi anni, in ultimo con la detassazione degli aumenti contrattuali, ma è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero che occorre affrontare. Così, nel Consiglio dei ministri che si terrà in vista della Festa dei Lavoratori, rispettando una tradizione che va avanti fin dal nostro insediamento, vareremo ulteriori regole per combattere il lavoro povero, rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante l'informativa alla Camera.
"Da giorni Elly Schlein ripete in televisione che è aumentata la precarietà, solo che questa è una menzogna verificabile e quando si mente è perché si ha paura della verità. La verità è con il centrodestra è aumentato il lavoro stabile e diminuito il precariato, la sinistra lo diceva la destra lo ha fatto". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante l'informativa alla Camera.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'informativa alla Camera sull'azione del governo ha affermato: "Non scappo davanti ai problemi, sono abituata a metterci la faccia".
"Agli alleati si dice con chiarezza quando non si è d'accordo, come sui dazi, come nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan definiti inutili, come sulla Groenlandia e sull'Ucraina. Da ultimo, come nella guerra in Iran, operazione che l'Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato che è emerso nella sua concretezza con la vicenda di Sigonella, nella quale l'Italia si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa. Una circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato". Lo dice Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera.
"L'Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo. "Continuerà a 360 l'impegno sul versante internazionale e con serietà come fatto finora sul versante nazionale", ha aggiunto.
"Rapportarsi ogni giorno" coi partner internazionali "non è turismo diplomatico ma fare l'interesse reale dei cittadini, delle famiglie, delle imprese di questa nazione". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo, sottolineando che "ancora di più nei momenti di crisi che si comprende quanto la politica estera sia indispensabile per la politica interna, una precondizione, a maggior ragione per una nazione come la nostra che esporta beni di qualità ma importa energia".
"Se ci sarà una nuova recrudescenza" del conflitto in Iran "dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula alla Camera.
"La storia bussa, e l'Europa è chiamata a non fallire questo banco di prova. E, per farlo, deve saper adeguare la sua strategia a un mondo che cambia alla velocità della luce, anteponendo il principio di realtà alle sovrastrutture burocratiche e ai dogmi ideologici". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula alla Camera. "È in questa ottica che va visto il nostro impegno incessante a Bruxelles per il sostegno alla competitività, per la semplificazione burocratica, per una transizione verde che sia realistica e non ideologica, per una autonomia strategica bilanciata che riduca gradualmente le nostre dipendenze - ha aggiunto -. E per una capacità di difesa che non ci faccia dipendere dai nostri alleati americani, come invece, evidentemente, propongono coloro che si scagliano contro maggiori investimenti sulla sicurezza. Per rendere l'Europa più forte, più efficace, più rapida, più pragmatica, più concentrata sui problemi dei cittadini e sulle sfide reali che il mondo intorno a noi pone".
Sul rapporto fra Stati Uniti ed Europa e l'unità dell'Occidente Meloni ha detto: "Mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula alla Camera. "Siamo testardamente occidentali, perché solo se l'Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli".
"Approfitto per chiedere a mia volta qualche chiarimento. Perché la posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali Paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l'Europa si intenda davvero l'Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l'Europa". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo ha detto che il conflitto in Medio Oriente è a un passo dal punto di non ritorno e che è necessario "proseguire la pace con determinazione".
"La collocazione internazionale dell'Italia non l'ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l'ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo "la Meloni scelga tra Trump e l'Europa'". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo.
"Lo scenario" internazionale "non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l'aumento del corto mondiale del petrolio". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nell'Aula della Camera, dopo aver parlato del ruolo delle opposizioni.
Serve il "pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell'accordo perché se l'Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo.
"La maggioranza è solida e coesa" e sono "orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini". Di recente "ho chiesto un passo indietro" ad alcuni esponenti del governo che pure "avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici, né indolori" ma "abbiamo anteposto di nuovo l'interesse della Nazione a quella del partito. Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che spostano il dibattito" che deve restare centrato sulle "soluzioni necessarie per i cittadini. Sgomberato il campo vi sfido sulla vera politica, a un dibattito nel merito della politica vera", ha detto Meloni.
"Niente dimissioni, né rimpasto", "non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo" e "governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula alla Camera. "Sappiano che il governo c'è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all'ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza", ha aggiunto la premier.
Durante l'informativa alla Camera dei Deputati, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato del recente referendum sulla giustizia. "Non voglio esimermi da una breve riflessione sull'Italia consegnata dal voto del referendum sulla giustizia, un'Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e una altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro. Noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni e aspettative", ha detto la premier. "L'auspicio che formulo è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici", ha aggiunto Meloni.
