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Libia, Renzi: "No ad azione militare"
Salvini: "Il governo parla a vanvera"

Telefonata tra il premier e il leader egiziano al-Sisi sulla situazione libica. Il leader della Lega attacca: "Dobbiamo capire come muoverci, prima fermare gli sbarchi"

- Il premier Matteo Renzi ha avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Al centro del colloquio la lotta contro il terrorismo, con particolare riguardo alla situazione libica e ai passi politici e diplomatici, nel quadro del Consiglio di sicurezza Onu, per riportare sicurezza e pace nel Paese. Renzi ha espresso il suo cordoglio per le vittime uccise dall'Isis in Libia.

Renzi: "Non è il momento per un intervento militare" - Renzi ha quindi ribadito, in un'intervista al Tg5, la sua posizione circa la necessità di lavorare per via diplomatica. "Non è il momento per l'intervento militare - ha detto infatti il premier -, apprezzo molto che su politica estera non ci siano divisioni tra i partiti. Vedremo che fare quando sarà il momento, ma è bene che sulla una situazione di politica estera delicata il Paese non si metta a litigare".

"Massima attenzione ma no a isterie" - Sulla Libia, ha quindi aggiunto Renzi, occorre "saggezza, prudenza e senso della situazione. La vicenda è problematica, la seguiamo con grande preoccupazione e attenzione, ma non si passi dall'indifferenza totale all'isteria e a una reazione irragionevole".

"Intervenga Onu, ha i mezzi per sconfiggere milizie radicali" - La strada più opportuna per far fronte alla situazione in Libia quindi per Renzi è quella di un intervento diplomatico da parte della comunità internazionale.  "Da tre anni in Libia la situazione è fuori controllo, lo abbiamo detto in tutte le sedi e continueremo a farlo. Ma la comunità internazionale se vuole ha tutti gli strumenti per poter intervenire. La proposta è di aspettare il consiglio di sicurezza Onu. La forza dell'Onu è decisamente superiore alle milizie radicali".

Salvini: "Parlano a vanvera, non ripetere errori" - "Questo governo dà i numeri, sento che parlano di soldati e guerra con facilità, ma è già stata fatta una cazzata nel 2011 con Gheddafi, lo ha ammesso anche Prodi, non ripetiamola. Prima di qualsiasi intervento bisogna capire che cosa fare, trovando accordi sul territorio e fermare gli sbarchi": l'ha detto Matteo Salvini a Radio Padania. "Il governo Renzi è pericoloso parla di guerra a vanvera e ha il ministro Alfano che dice che le mie parole sono incommentabili e stamani in un'intervista ammette che c'è la possibilità che tra i clandestini si nascondano terroristi". Dice ancora Salvini. "Giovedì Alfano va a Washington e cosa racconta dei 180mila sbarchi in un anno?".

"Renzi fa il traghettatore per Isis" - "Leggo sui giornali polemiche inutili e prive di senso sulle mie parole a proposito degli sbarchi di clandestini. Ho solo detto di soccorrerli e aiutarli in mare, ma di non farli sbarcare". Conclude il leader della Lega parlando a Radio Padania. "Il governo parla di guerra - ha aggiunto - e poi facciamo i traghettatori per conto dell'Isis?".

Grillo: "Decapitazioni Isis? Nulla rispetto a mattanza di Gheddafi" - "Al confronto della mattanza di Gheddafi impallidiscono persino le decapitazioni dell'Isis". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog in un post in cui afferma anche che sull'uccisione del Raìs "pende il mistero di infiltrati dei servizi occidentali". "Se Renzie vuole la guerra ci vada lui con Napolitano al seguito - poi ribadisce -. Vedendoli, gli jihadisti si faranno una gran risata e ci risparmieranno". Comunque "la decisione spetta al presidente Mattarella", conclude.

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