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Legge leghista sulle armi, Matteo Salvini frena: "Non voglio più pistole"

Il leader del Carroccio prende le distanze dopo il secco "no" del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del vicepremier Luigi Di Maio alla proposta della deputata Vanessa Cattoi

Dopo le polemiche per la proposta di legge presentata da 70 deputati leghisti per facilitare la vendita di armi a scopo di difesa, interviene il leader della Lega, Matteo Salvini, che prende le distanze. "Per quello che mi riguarda - ha spiegato il vicepremier - la legittima difesa garantisce più diritti e più tutela alle vittime. Non voglio in giro nemmeno mezza pistola in più". E ha rassicurato Di Maio: "La proposta non arriverà mai in Parlamento".

Il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico era subito intervenuto per bocciare la proposta di legge targata Lega. "Mettiamo un attimo i puntini sulle i, io un Paese con la libera circolazione delle armi non lo voglio. Non lo vuole il MoVimento 5 Stelle e sono sicuro non lo vogliano nemmeno gli italiani. Nessuno del M5s voterà mai una proposta del genere", ha evidenziato.

Dello stesso avviso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, da Assisi dove si trova per la visita del re di Giordania, ha affermato: "Non è obiettivo del governo incentivare la vendita della armi. Se ci saranno iniziative saranno parlamentari, non governative".

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