La politica estera M5s: né con Trump né con Putin, via dalla Nato se non cambia
Tra le 10 priorità votate online da 23mila iscritti anche il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan
© ansa
Sovranisti, multilaterali, né con Trump né con Putin ma neppure con la Nato, fino a quando l'organismo non accetterà di rimodellarsi alle nuove esigenze geopolitiche. Ma non euroscettici, perché "in un'Europa che si sta sgretolando occuparsi di possibili alternative o condizioni per la permanenza nell'Eurozona è un atteggiamento responsabile". E' il programma di politica estera rilanciato dal Movimento 5 Stelle dopo il voto online di 23mila iscritti.
"Siamo cittadini che 4 anni fa non stavano neppure nei consigli comunali, che ora fanno un programma di politica estera e che hanno ambasciatori europei e non che ci cercano e ci vogliono parlare", dice Alessandro Di Battista che ci tiene a ricordare: "Siamo nati come Movimento per portare avanti il concetto di sovranità e perché avevamo predetto la fine degli attuali partiti". Il nostro programma, intende dire, non è insomma "pura utopia, come quegli analisti che non hanno azzeccato neppure uno degli avvenimenti politici che hanno fatto storia negli ultimi anni, si sono affrettati a bollare".
Invece, gli fa eco Manlio Di Stefano, "siamo l'unico gruppo politico che ad un anno dalle elezioni parla già di programma elettorale anziché di lotte intestine dentro i partiti". Tanto che, azzarda Di Battista, "di qui ai prossimi mesi sentirete dalle altre forze politiche parlare di programmi che sono un copia-incolla delle nostre proposte". Soprattutto dopo Ivrea, il Movimento rivendica insomma una sua "visione" che non vuole essere solo la somma di una serie di idee sul futuro.
"Il nostro programma segue come direttrice l'interconnessione con altri programmi, come ad esempio la politica estera e quella energetica con i riflessi che comporta l'obiettivo dell'abbandono delle fonti fossili", spiega Di Stefano. "Il M5s porta avanti la sovranità, perché siamo un grande Paese e perché l'Unione europea si sta smantellando da sola", avvertono i 5 Stelle ribadendo, ad esempio, il danno arrecato all'economia italiana per le sanzioni alla Russia "con cui vogliamo dialogare - rimarcano - soprattutto in chiave antiterrorismo".
Il M5s "vuole difendere i propri confini e se saremo forza di governo ritireremo le nostre truppe dall'Afghanistan", avverte Di Battista che continua: "Crediamo nel disarmo e lo diremo chiaramente alle autorità di Usa e Russia".
Tra le priorità espresse dagli iscritti che hanno votato i 10 punti del programma estero, tuttavia, sono le questioni economiche quelle che interessano di più: contrasto ai trattati internazionali come TTIP e CETA; sovranità e indipendenza; no all'austerità. Non rientra però l'euro tra gli argomenti del programma Esteri, nonostante l'avvio del dibattito in rete sia stato proprio propiziato dal contributo del prof. Gennaro Zezza sull'introduzione della moneta fiscale: "Ne parlano i colleghi della commissione Finanze", tagliano corto i 5 Stelle.
