La gentilezza tra gli indicatori del benessere: al Senato la prima proposta di legge
Voluta dal Mig, il Movimento Italiano per la Gentilezza, presieduto da Natalia Re, e sostenuta dal senatore Raoul Russo e dalla deputata Maria Carolina Varchi, entrambi parlamentari di Fratelli d'Italia
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È stato presentato al Senato il "Kindness Act", la prima proposta di legge italiana che mira a far rientrare la gentilezza nei Bes, quegli indicatori capaci di misurare la qualità di vita di un Paese. Voluta dal Mig, il Movimento Italiano per la Gentilezza, presieduto da Natalia Re, e sostenuta dal senatore Raoul Russo e dalla deputata Maria Carolina Varchi, entrambi parlamentari di Fratelli d'Italia, la proposta inizia oggi, giovedì 5 marzo, il suo iter ufficiale.
È stata proprio Varchi ad annunciare il deposito della proposta di legge. "Da subito abbiamo scelto di sposare e farci promotori di questo progetto, ritenendolo un passo fondamentale per promuovere valori civili, rispetto reciproco e coesione sociale nel nostro Paese. Questo provvedimento rappresenta un'opportunità per integrare nelle istituzioni, nelle scuole e nei luoghi di lavoro pratiche concrete che favoriscano relazioni più rispettose, inclusive e attente al benessere collettivo", ha detto.
"Coinvolto pienamente in questo percorso istituzionale, mi impegno ad accompagnare l'iter parlamentare della proposta anche in Senato, favorendo un confronto ampio e bipartisan che consenta di tradurre i principi della gentilezza in strumenti normativi concreti, capaci di incidere positivamente nei contesti educativi, lavorativi e comunitari. Ritengo che il 'Kindness Act' rappresenti un'opportunità significativa per rafforzare una visione di sviluppo che tenga insieme crescita, produttività, qualità delle relazioni e centralità della persona, contribuendo alla costruzione di un'Italia più coesa, capace di valorizzare il benessere come leva strategica di competitività e progresso sociale", ha dichiarato Russo.
"Parliamo di gentilezza come infrastruttura sociale. Negli ultimi anni abbiamo osservato, come Movimento Italiano per la Gentilezza, gli effetti concreti dei comportamenti gentili: sulla fiducia, sulla cooperazione, sul benessere delle persone, sulla qualità delle relazioni e, sempre più chiaramente, anche sulla produttività. Abbiamo compreso una cosa semplice ma potente: ciò che non si misura, non entra davvero nelle politiche pubbliche. Per questo nasce la proposta di considerare il 'Kindness Act' come possibile 13° indicatore Bes. Non per aggiungere un indicatore simbolico, ma per riconoscere che la qualità delle relazioni è una variabile strutturale dello sviluppo", ha spiegato Re. "Vogliamo contribuire a costruire un Paese in cui fiducia e cooperazione non siano effetti collaterali, ma obiettivi espliciti. Un Paese in cui la crescita economica e la qualità delle relazioni non siano alternative, ma parti della stessa strategia", ha aggiunto la presidente del Mig.
Due testi collegati
Al "Kindness Act" si affiancano anche due testi collegati, uno rivolto al mondo dell'istruzione, per promuovere la gentilezza come metodo educativo e di prevenzione del bullismo anche online, e uno rivolto al mondo del lavoro, e alla pubblica amministrazione in particolare, volto a favorire ambienti professionali inclusivi e rispettosi, liberi da molestie e discriminazioni.
La gentilezza nel mondo
Sono già moltissimi i Paesi che hanno normato il tema. Un esempio è il Giappone, che ha leggi che promuovono il rispetto reciproco e l'inclusione culturale. Oppure il Canada, che già nel 1988 aveva varato il Multiculturalism Act, una legge federale che promuove la multiculturalità "come un valore fondamentale per la società" canadese. In Bhutan, invece, è stata introdotta la Felicità Interna Lorda (GNH), una misura di benessere adottata per guidare le politiche pubbliche, un'alternativa al prodotto interno lordo (Pil) tradizionale. Mentre i Paesi scandinavi promuovono la gentilezza, il rispetto e l'inclusione sociale come parte integrante delle politiche pubbliche.
