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Europee, Salvini: "Nessun ultimatum a Di Maio, Bruxelles non mandi letterine"

Moscovici: "Con lʼItalia non prediligo la via delle sanzioni. Ci sarà uno scambio di vedute con in vista di eventuali misure correttive". Il ministro dellʼInterno: "Dopo il voto rimettere al centro il lavoro"

Matteo Salvini smentisce di aver imposto un ultimatum di trenta giorni al collega Luigi Di Maio, come riportato da alcuni organi di stampa. Dopo il trionfo alle elezioni europee, il leader della Lega afferma: "Ci faremo trovare pronti per governare Roma. Io da ministro sto cercando di fare di tutto, mandando poliziotti, telecamere, facendo direttive. Poi il giudizio sul sindaco lo danno gli elettori quando votano".

Auspicando che "si rimetta al centro il nodo del lavoro", Salvini si augura che "nessuno mandi letterine dall'Europa all'Italia". Secondo Bloomberg infatti la Commissione europea è pronta ad avviare una procedura d'infrazione sul debito 2018, che potrebbe aprire la strada a una sanzione da 3 miliardi e mezzo di euro. La lettera al riguardo dovrebbe arrivare a Roma entro il fine settimana per chiedere al governo chiarimenti sui "fattori rilevanti" che hanno portato in Italia all'aumento del debito".

"Mi auguro che non ci sia nessuno che mandi letterine", replica il ministro dell'Interno parlando a Rtl 102.5. E chiarisce: "Vi pare che in un momento storico in cui c'è una disoccupazione giovanile del 50% in alcune regioni italiane, in cui dobbiamo assumere in fretta medici e infermieri, da Bruxelles qualcuno in nome di regole del passato ci chieda 3 miliardi di multa e a settembre 20 miliardi di aumento di tasse? Ogni mia energia sarà usata per cambiare queste regole vecchie e superate".

Moscovici: "Parlerò con il governo, possibili misure correttive" - Il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici ipotizza misure correttive per i nostro Paese e, a una conferenza nei pressi di Lisbona, dichiara: "Ho in programma uno scambio di vedute con il governo italiano su misure aggiuntive che potrebbero essere necessarie perché sia conforme alle regole. E' molto probabile che avremo uno scambio di lettere". Poi chiarisce: "Non prediligo le sanzioni. Ma se un Paese è totalmente fuori dalle recole le sanzioni ci sono".

Salvini: "L'Europa metta al centro il lavoro" - Da parte sua, il vicepremier sottolinea che "il voto di domenica ci ha fatto capire che bisogna rimettere al centro dell'Europa il lavoro, le famiglie e l'economia reale. Tutti hanno capito che bisogna cambiare i parametri. E penso che tutti abbiano chiaro che al di là delle etichette, destra o sinistra, bisogna mettere al centro la vita vera. Altrimenti restiamo schiacciati tra Cina e Usa".

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