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Draghi difende la Manovra: altri due miliardi per fisco e bollette | Ma i sindacati restano "insoddisfatti"

La richiesta di Cgil, Cisl e Uil era che tutti gli 8 miliardi venissero dedicati a dipendenti e pensionati. Landini si dice insoddisfatto. Critico anche Bombardieri. Più ottimista Sbarra, anche se "non basta"

Ansa

Più spazio in Manovra per gli interventi di taglio del cuneo e per le bollette. Risorse che potrebbero essere indirizzate verso quelle misure che i sindacati chiedono soprattutto a favore delle fasce di reddito più basse. E' quanto emerso dal tavolo a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi insieme al ministro dell'Economia, Daniele Franco, e a quello del Lavoro, Andrea Orlando, con i leader di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri.

La novità emersa dalla riunione è che si liberano due miliardi dal minor costo degli interventi su Irpef e Irap definiti la scorsa settimana nell'accordo chiuso con i partiti di maggioranza. L'intesa prevedeva la riduzione da 5 a 4 delle aliquote Irpef e la rimodulazione degli scaglioni Irpef oltre all'abolizione dell'Irap per gli autonomi.

 

Misure il cui costo era stimato rispettivamente in 7 e 1 miliardo di euro. Il pacchetto aveva attirato le critiche dei sindacati che hanno protestato per lo scarso impatto del taglio Irpef per i redditi più bassi, chiedendo che tutti gli 8 miliardi fossero dedicati a dipendenti e pensionati. Il nuovo spazio emerso dai conteggi del ministero dell'Economia sembra poter dare una soluzione.

 

Il "tesoretto" di due miliardi, ha proposto il governo secondo quanto riferito dai sindacati, verrebbe utilizzato per 500 milioni per la riduzione dei costi delle bollette e per 1,5 miliardi ad un intervento di decontribuzione limitato al 2022. Da verificare i dettagli che saranno formalizzati con un emendamento del governo alla manovra che l'esecutivo metterà a punto venerdì in Consiglio dei ministri.

Cgil, Cisl e Uil attendono di vedere come sarà scritto l'emendamento e venrdì mattina ci sarà un nuovo contatto (telefonico) con il premier Draghi. Ma i giudizi sull'esito dell'incontro sono diversi. Per Landini "sul fisco non siamo soddisfatti: non abbiamo avuto le risposte che ci aspettavamo ed e' stato confermato l'impianto che gia' si conosceva".

 

Per il leader della Cgil "è chiaro che se le cose dovessero rimanere come sono, sia sulle pensioni, sia sul fisco, sia sulla precarietà, c'è un giudizio di insufficienza. E per quello che ci riguarda è necessario insieme a Cisl e Uil proseguire le mobilitazioni che sono in atto e valutare anche quali inizitive mettere in campo ulteriormente in senso unitario".

 

Più soddisfatto il segretario generale della Cisl, Sbarra che ha sottolineato le "prime conquiste sociali importanti" aggiungendo però che "non basta e per questo aspettiamo di conoscere le conclusioni del governo. Continueremo a esercitare una forte pressione sociale per cambiare la legge di bilancio che presenta tantissime luci ma ci sono anche ombre: bisogna fare di più su lavoro, investimenti, scuola".

 

Intanto, ha aggiunto, "abbiamo apprezzato tantissimo il fatto che il governo metta a disposizione 1,5 miliardi per la decontribuzione per i dipendenti con fasce di reddito sotto i 47 mila euro. E' un intervento temporaneo, abbiamo chiesto che diventi strutturale".

 

"Non vediamo misure incisive sull'evasione e con la riforma dell'Irpef sono penalizzati i lavoratori che guadagnano fino a 20 mila euro - ha rilevato dopo l'incontro il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri -. Anche sulle pensioni non ci sono risposte: abbiamo chiesto di abbassare l'età pensionabile per gli edili, di mettere altre risorse sull'Ape social, di intervenire su opzione donna e di fare un intervento sulla previdenza integrativa. Draghi ha detto che ci saranno ulteriori riflessioni prima del Cdm e che ci sentiremo. Rispetto alle risposte che avremo le organizzazioni sindacali risponderanno a loro volta".

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