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Di Maio agli studenti di Harvard: "I vaccini sono obbligatori e noi non cambieremo la legge"

Lʼesponente pentastellato si è recato nella prestigiosa università americana per parlare anche di Ue, Nato e candidato premier M5s

Di Maio agli studenti di Harvard: "I vaccini sono obbligatori e noi non cambieremo la legge"

Da Harvard, dove ha tenuto una serie di incontri con docenti e studenti, Luigi Di Maio prova a spegnere la polemica sui vaccini. I vaccini "in Italia sono obbligatori per legge, noi non abbiamo nessuna intenzione di eliminarla. Vogliamo promuovere l'informazione in modo che tutti siano consapevoli - ha detto -. Il consiglio che diamo è consultare medici e pediatri e seguire le loro indicazioni".

Dopo essere stato presentato all'audience come il "possibile futuro primo ministro italiano", Di Maio ha replicato alle accuse sui vaccini rivolte dal New York Times al Movimento: "Noi vogliamo solo che ci siano più informazione e consapevolezza".

Il tutto dopo l'intervento di un medico, con all'attivo sei anni di università e sette di specializzazione, per denunciare una scarsa preparazione culturale di Di Maio e del personale politico pentastellato. "Non accetto - gli ha detto a brutto muso - che questo partito sia fatto da persone con un'istruzione molto bassa come lei, che non ha finito l'università ma che parla di eccellenze universitarie...".

"Ognuno - ha ribattuto Di Maio - può avere le sue opinioni al di là del titolo di studio. In ogni caso probabilmente a me e alle persone della mia forza politica sarebbe piaciuto avere più tempo per formarsi e crescere prima di provare a governare questo Paese. Molti di noi hanno lasciato quello che facevano decidendo di impegnarsi in prima persona per cambiare le cose. Se ci riusciremo non lo so, ma so di certo che gli esperti visti già all'opera in Italia abbiamo visto in che condizioni l'hanno ridotta...".

Pubblico esigente e severo - Durante il suo intervento, il vicepresidente della Camera ha dovuto rispondere a domande incalzanti e senza peli sulla lingua da parte di un pubblico esigente e severo riunito per partecipare all'eloquente evento "Capire il Movimento 5 Stelle e il ruolo della democrazia diretta in Italia". Evento organizzato dal "Yes Europe Lab": un laboratorio di azione civica paneuropeo che non è parte del framework istituzionale di Harvard, ma che è stato creato dagli europei che frequentano l'ateneo per tenere accessi riflettori e interessi su cosa succede in Europa.

"Non vogliamo distruggere l'Europa" - Ancora prima di iniziare, il moderatore ha spiegato che Harvard ha ricevuto varie proteste per avere ospitato un personaggio visto come una minaccia per l'Europa. Ed è stato solo l'inizio, con il leader M5s che ha sempre tenuto botta. A un giovane che lo ha accusato senza mezzi termini di "minacciare non solo l'Europa ma anche la mia identità" e di "giocare con il fuoco" rischiando di diventare il "David Cameron d'Italia che ha distrutto l'Ue per giochetti di politica interna", Di Maio ha risposto che "M5s non ha affatto intenzione di distruggere l'Europa, ma anzi di riportarla ai suoi valori fondativi. Il che significa - ha precisato - un'Europa che inizia a interessarsi dei livelli di povertà delle famiglie, dei livelli di disoccupazione e non solo della politica monetaria".

La questione Nato - Altro tema scottante del confronto è stata la Nato. A chi gli ha chiesto un commento sulle basi americane sul suolo italiano, Di Maio ha risposto che Italia e Usa sono Paesi "alleati" ma il M5s chiede un "rapporto di reciprocità che possa essere leale e corretto". Perché se da un lato "non vogliamo uscire dalla Nato", dall'altro "non siamo d'accordo ad aumentare la spesa militare che ha chiesto Trump". Quanto all'Afghanistan, Di Maio è per il ritiro delle truppe: "Non siamo contro interventi all'estero ma devono essere di peacekeeping".

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