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Davos, Conte: "Ue messa in discussione dallʼopinione pubblica" | Attacco alla Francia: "Discuta in Ue del seggio Onu"

Al World Economic Forum il premier ha auspicato "unʼEuropa del popolo, fatta dal popolo per il popolo". Parlando dellʼeuro, ha detto che la sua implementazione "ha creato più debito e meno crescita". Parigi nel mirino anche per lʼ "ambiguità legata allʼacquisizione di Stx da parte di Fincantieri"

L'esordio del governo gialloverde al World Economic Forum di Davos, dove ogni anno si raccoglie il gotha dell'economia mondiale, non è passato di certo inosservato. Perché il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel suo discorso ha puntato il dito contro gli errori fatti finora dall'Europa nel suo complesso. Errori per cui ora l'opinione pubblica che "ha considerato per anni il progetto europeo come uno strumento per affrontare queste sfide e come uno scudo contro i loro effetti avversi", ne mette in dubbio "la validità e credibilita'". Alle colpe del passato contrappone l'azione del suo esecutivo, che si muove attorno a "una parola chiave" e "quella parola è popolo". Noi, rivendica orgoglioso il premier, "siamo radicali perché vogliamo riportare il potere lì dove lo assegnava al primo punto la nostra Costituzione: al popolo che lo esprime nelle forme e nei modi stabiliti dalla Legge", dice citando, in italiano, l'articolo della Costituzione.

Il discorso di Conte è una dura critica alla politica fin qui al potere e insieme un'orgogliosa rivendicazione di quella messa in campo dal suo governo. Nel pieno dell'ennesimo scontro sui migranti, con la Francia per gli attacchi alle politiche in Africa e con la Germania per la missione Sophia, il premier ricorda che "gli italiani sono stati molto pazienti e disciplinati per molti anni. Si sono fidati delle istituzioni politiche e tecniche italiane ed europee", e "hanno creduto che l'euro sarebbe stato in grado di risolvere tutti i loro problemi cronici: l'alta inflazione, una moneta debole, il debito pubblico. Così, hanno adottato in maniera entusiasta la nuova moneta". Ma "la realtà si è rivelata molto diversa perché "il prezzo da pagare per avere una moneta stabile e una bassa inflazione è stato un debito pubblico crescente, nonostante si richiedesse continuamente di stringere la cinghia". Una situazione in cui "l'entusiasmo sul futuro e' stato rimpiazzato da una visione più cupa" e anzi si è diffuso "un sentimento di disperazione".

Ma l'intervento del premier, che arriva il giorno dopo la firma del Trattato di Aquisgrana tra Emmanuel Macron e Angela Merkel (un patto nel quale si prevede anche l’impegno francese per un seggio permanente all’Onu in favore della Germania), non poteva non puntare dritto su Parigi, già nel mirino dei due vicepremier Di Maio e Salvini: “Se la Francia vuole mettere a disposizione il proprio seggio nel Consiglio di sicurezza dell’Onu parliamone e facciamolo nel contesto europeo - ha sottolineato Conte - se davvero vogliamo dare importanza a tale contesto”. Del resto, era stata proprio la Germania, lo scorso novembre, a caldeggiare la trasformazione del seggio francese in seggio dell’Unione europea. L’obiettivo, ha ribadito Conte, “non può essere quello di dare un seggio permanente in più a un singolo Parse europeo”.

Il premier ha scelto il Forum economico mondiale anche per riproporre il tema dell'ambiguità di Parigi sulla questione Fincantieri-Stx. La questione legata all’acquisizione di Stx da parte di Fincantieri, firmata lo scorso anno e ora al vaglio dell’Antitrust Ue dopo la sollecitazione dell’authority francese, è ovviamente sotto la lente di ingrandimento di Conte. Per il capo del governo è “paradossale” che "proprio mentre si crea un campione europeo della cantieristica" per "competere più efficacemente sui mercati mondiali" da parte della Francia "si coinvolga la Commissione europea in modo così ambiguo". L’intervento dell’Antitrust francese, sottolinea Conte, “appare davvero poco comprensibile”.

"Con l’Italia abbiamo molte cose da fare e vogliamo continuare a farle - ha detto la ministra per gli Affari europei, Nathalie Loiseau -. Mi recherò in Italia quando il clima si sarà calmato". ha detto dopo aver bollato come “insignificanti” gli attacchi provenienti dall’Italia. Mentre il portavoce del governo Benjamin Griveaux, alla domanda se nel corso del consiglio dei ministri il presidente Macron avesse parlato dei ripetuti attacchi dei due vicepremier italiani, il portavoce ha risposto: “No, non ne abbiamo parlato, in consiglio dei ministri parliamo solo di temi importanti per il Paese. La Loiseau era stata più dura: "Non vogliamo giocare al concorso di chi è più stupido".

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