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Costi della politica, Matteo Renzi: "Lʼindennità sia su base delle presenze in Parlamento"

La sferzata del premier al M5s: "Di Maio, ad esempio, ha il 37% delle presenze in Parlamento e allora diamogli il 37% dellʼindennità"

Costi della politica, Matteo Renzi: "L'indennità sia su base delle presenze in Parlamento"

"Il Pd studierà il ddl sul dimezzamento degli stipendi della politica, ma il problema è come si taglieranno questi costi. Perché ai parlamentari anziché dare l'indennità piena non la diamo per le presenza in Aula?". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, che lancia una "frecciatina" al M5s: "Di Maio, ad esempio, ha il 37% delle presenze in Parlamento e allora diamogli il 37% dell'indennità. I 5 Stelle giocano a fare i puri ma poi sono come gli altri".

"C'è chi ha endorsement di D'Alema e chi ha quello di Obama" - "Quello del presidente americano Barack Obama è stato un endorsment per l'Italia, non per me", ha detto il presidente del Consiglio parlando a In mezz'ora. A Lucia Annunziata, che lo incalzava, ha ribattuto: "Ciascuno si tiene il proprio endorsement. C'è chi ha quello di D'Alema e chi quello di Obama".

"Si sceglie tra questo referendum e il nulla" - "Ciascuno ha la sua idea - ha proseguito Renzi -. Chi voleva ridurre i deputati, chi voleva chiudere il Senato, io, ad esempio, volevo un Senato di sindaci. Chiaramente si può avere dubbi su questa proposta. Ma al referendum non si sceglie tra varie proposte, c'è solo questa proposta. Bisogna scegliere tra semplificare e proseguire con questo ceto politico. Non c'è una terza via".

"L'Italia che fa riforme è più forte nell'Ue" - Il premier ha poi parlato di Europa: "Purtroppo nell'Ue ragionano solo con i rapporti di forza. Un'Italia forte, un'Italia che ha fatto le riforme in casa propria è più autorevole in Europa". "Io spero che la nostra proposta di rimettere in discussione il bilancio europeo e le regole economiche - ha sottolineato - venga portata avanti anche a dispetto del referendum. Nel 2017 discuteremo di quel Fiscal Compact votato da Monti, Berlusconi, Bersani e che affronterà la prova dei fatti".

"Negli Usa punto su Hillary, ma se vince Trump lo invito al G7" - Intervenendo sulle imminenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti, Renzi ha affermato: "E' opportuno che gli italiani discutano se sia meglio Clinton o Trump. Se mi chiede un parere io dico Hilary". Alla domanda sul perché non si sia pronunciato, mentre era ospite di Obama a Washington, sulle sue preferenze tra Clinton e Trump, Renzi ha replicato: "Se me lo avessero chiesto lo avrei detto. Io punto su Hilary, poi è chiaro che se vince Trump a Taormina per il G7 lo inviterei...".

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