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Coronavirus, Sanchez: "Mes? Oggi c'è la Bce che ci compra il debito" | E il recovery fund "vogliamo poterlo gestire"

Lʼasse tra Spagna e Italia sempre più saldo: "Abbiamo una visione comune per rendere lʼEuropa più forte"

Ansa

"Credo che il Mes sia un'opzione che va contestualizzata. A differenza del 2008 la Bce sta comprando il debito pubblico e sta aiutando i governi". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez. Il riferimento è alle parole del ministro degli Esteri spagnolo, Arancha González Laya, che aveva detto che "la Spagna ritiene non necessario il Mes proprio per l'accesso a condizioni molto favorevoli ai finanziamenti sul mercato".

Non rifiutiamo il recovery, vogliamo gestirlo - "Non stiamo rifiutando queste risorse economiche, stiamo solo cercando di gestirle al meglio". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in conferenza stampa con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rispondendo a una domanda sul recovery fund. "La Spagna - ha precisato - ha richiesto un Recovery fund di 140 miliardi per sei anni, di cui 72 nel primo anno che saranno trasferimenti, non dei prestiti".

 

Come lʼEuropa si è organizzata per aiutare gli Stati membri

 

Visione comune tra Italia e Spagna rende più forte l'Europa - Italia e Spagna "hanno un punto di vista simile in  molti ambiti, come l'emergenza economica e sociale, o la difesa di certi principi che ci vede convergere, ed  è importante portare avanti questa visione comune": lo ha dichiarato Pedro Sanchez. "Il lavoro svolto dai nostri governi già prima della pandemia fa capire che possiamo rendere le nostre società più forti rendere più forte l'Europa: la prospettiva mediterranea può apportare alla costruzione europea un contributo per rendere l'Europa più inclusiva e competitiva, e leader in un mondo sempre più competitivo", ha continuato Sanchez.

 

Italia e Spagna unite nel negoziato Ue su migranti e asilo - Nel corso del vertice italo-spagnolo si è discusso anche di immigrazione e di modifiche al regolamento di Dublino in materia di accoglienza e gestione dei flussi di migranti e richiedenti asilo. A giudizio di Giuseppe Conte fra i due partner europei c'è "convergenza e molta sintonia". "Essendo Paesi di primo arrivo - ha spiegato Conte nel corso della conferenza stampa congiunta - dovremo rimanere più possibile uniti, condividiamo un medesimo approccio nel negoziato, nel Consiglio. Come sapete è stato avviato un negoziato sul patto asilo e immigrazione. Il patto va nella giusta direzione ma il Consiglio deve definire un meccanismo europeo che funzioni. Un meccanismo equilibrato non solo sul lato della responsabilità ma sul lato della solidarietà, in modo che ci sia un sistema bilanciato che favorisca realmente le redistribuzioni e anche i rimpatri", ha concluso Conte.

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