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Conte risponde a Macron: "La valutazione del leader spetta al popolo"

"Lo dimostra il fatto che il consenso di questo governo è tra i più alti di tutti i governi europei"

Conte risponde a Macron: "La valutazione del leader spetta al popolo"

"La valutazione se i leader siano più o meno all'altezza non può che essere rimessa al popolo". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rispondendo a una domanda sul Capo dello Stato francese, Emmanuel Macron. Il premier ha poi aggiunto che "gli italiani lo hanno stabilito e sono costanti in questo convincimento come dimostra il fatto che il consenso di questo governo è tra i più alti di tutti i governi europei".

La stoccata di Conte arriva a 24 ore dalle durissime parole di Macron sul fatto che gli italiani meritano "leader all'altezza della loro storia". Una risposta dura quanto l'accusa per arrivare ad 'armi pari' a Nicosia, prima occasione di confronto tra Conte e Macron dopo settimane di tensione tra Italia e Francia. Se al vertice dei Paesi del Sud del Mediterraneo un bilaterale non è al momento in agenda, resta sul tavolo la possibilità di un chiarimento. Anche perché tra i temi al centro del summit ce n'è più di uno sensibile per entrambi i Paesi. L'immigrazione innanzitutto, con la questione Sea Watch ancora tutta da risolvere, ma anche gli interessi congiunti di Francia e Italia sulle ricerche di idrocarburi al largo di Cipro.

Non è un caso che entrambi i leader vedranno in bilaterale il presidente della Repubblica cipriota Nicos Anastasiades. Macron inoltre arriva a Cipro direttamente dal Cairo, dopo aver affrontato con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi una serie di temi cruciali anche per l'Italia, a partire dalla Libia. Ma il presidente francese, entrato da subito orgogliosamente in rotta di collisione con il sovranista Matteo Salvini, ha tutto l'interesse a cercare una convergenza con Conte, se non altro per mettere in difficoltà il vicepremier. Che da Roma ha immediatamente risposto ai suoi attacchi: "Pensi a restituirci i terroristi e gli assassini che la Francia accoglie da troppi anni - ha detto - poi ne riparliamo".

Resta il fatto che se gli interessi, soprattutto economici, che spingono Italia e Francia a cercare un chiarimento sono molti, restano anche forti le ragioni di attrito. Alle quali si affiancano quelle squisitamente elettorali. Quel che è certo è che all'ultimo vertice dei paesi del sud del Mediterraneo, al quale partecipano, oltre a Italia e Francia, anche Spagna, Grecia, Portogallo e Malta, oltre, ovviamente ai padroni di casa, il clima è decisamente cambiato. I leader si riunirono a Roma esattamente un anno fa (premier Gentiloni) e da lì lanciarono, uniti, un appello sottolineando il 'forte spirito europeista dell'incontro'.

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