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Consip, respinta la mozione di sfiducia al ministro Lotti: 161 i no

La mozione era stata presentata dal Movimento 5 Stelle dopo le accuse a Lotti di aver avvertito i vertici Consip

L'Aula del Senato ha respinto la sfiducia al ministro dello Sport Luca Lotti, posta dopo il suo coinvolgimento nel caso Consip: 161 no, 52 sì e 2 astenuti. Presenti 219, votanti 215. Hanno votato no anche i senatori di Ala e i tre esponenti tosiani di "Fare!". La mozione era stata presentata dal Movimento 5 stelle dopo le accuse a Lotti di aver avvertito i vertici Consip di un'indagine in corso su Romeo.

Lotti al Senato: "Ho fiducia nella giustizia, avanti a testa alta"

Nella sua difesa in Aula, il fedelissimo dell'ex premier ha respinto "con determinazione" tutte le accuse, negando di "aver rivelato segreti" e denunciando la strumentalizzazione di chi lo usa "per liquidare la stagione riformista" renziana. Una difesa che ha ottenuto il sostegno della maggioranza, a parte i bersaniani che non hanno partecipato alla votazione, e la "neutralità" garantista di Fi che ha rinunciato al voto. Sono usciti dall'Aula anche Mdp, Idv e Dit.

Nel discorso durato poco più di dieci minuti, Lotti ha respinto "la gogna mediatica" e attaccato "il garantismo ad intermittenza" dei grillini. M5s, pur sapendo che i numeri dell'Aula sono dalla parte del ministro, non ha rinunciato all'affondo mentre il blog di Grillo, a colpi di hastag #tornaAcasaLotti, ha trasmesso la diretta tv. "Se è calunniatore Marroni - ha incalzato la grillina Taverna - perché lasciarlo al suo posto al capo degli appalti pubblici? Marroni ha detto che non intende ritrattare e allora o è un bugiardo Lotti oppure è un bugiardo Marroni: per logica uno dei due dovrebbe andare a casa".

Nel suo intervento, Lotti non si è limitato a respingere le accuse. Per la prima volta ha usato il termine "calunnia" per le affermazioni dell'a.d. di Consip Luigi Marroni. "I magistrati hanno avuto da me tutta la documentazione, incluse le agende, i miei spostamenti, gli ingressi nel mio ufficio", ha affermato il ministro sfidando il dirigente a dimostrare quando gli avrebbe rivelato l'esistenza di un'indagine su Consip. "Sostenerlo significa incorrere nel reato di calunnia", ha aggiunto accusando chi gli chiede un passo indietro di essere "culturalmente subalterno e politicamente scorretto".

Renzi: "Mozione M5s respinta con perdite" - La mozione di sfiducia è stata "respinta con perdite", M5s ha preso una "libecciata", ha commentato Matteo Renzi. "Queste mozioni di sfiducia M5s le fa soltanto per prendere spazio sui giornali", ha detto nel corso della diretta Facebook "MatteoRisonde". L'ex premier ha quindi aggiunto: "La cosa impressionante è: 5 stelle, ma due pesi e due misure. Quando venne indagata la Raggi io dissi che bisognava difenderla", perché si è innocenti fino a sentenza definitiva. "Invece i 5 stelle usano il garantismo con i propri e sono giustizialisti con gli altri".

"Inqualificabile chiedere le dimissioni di Lotti" - "M5s si commenta da solo. Non si commenta proprio invece l'atteggiamento delle forze politiche che quando hanno avuto loro amici e compagni indagati e condannati hanno usato garantismo e poi con Lotti hanno chiesto le dimissioni: sono inqualificabili", ha proseguito, riferendosi implicitamente a Mdp.

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