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Caso Regeni, a Trieste rissa in consiglio comunale

Schiaffi, pugni e spintoni tra le forze dellʼordine e i manifestanti che protestavano contro la rimozione di uno striscione

Caso Regeni, a Trieste rissa in consiglio comunale

Momenti di forte tensione con spintoni, schiaffi e pugni, in serata in Consiglio comunale a Trieste fra forze dell'ordine e qualche decina di manifestanti che protestavano contro la rimozione dello striscione "Verità per Giulio Regeni" dalla facciata del comune. Secondo quanto ha riferito l'assessore Pierpaolo Roberti della Lega, i manifestanti sono stati espulsi dall'Aula e due vigili urbani sono rimasti leggermente contusi.

Forti tensioni, con scambio di parolacce, ci sono state anche fra il capogruppo dell'M5S, Paolo Menis, che per primo aveva reso nota la mozione con la quale il centrodestra chiedeva la rimozione dello striscione, e il capogruppo FdI, Claudio Giacomelli, che ha accusato Menis di strumentalizzare sul piano politico l'intera vicenda.

La seduta del Consiglio comunale è stata sospesa per circa mezz'ora. Le tensioni sono cominciate durante la discussione di due distinte mozioni relative all'esposizione di striscioni sulla facciata del municipio: una presentata dal gruppo del Pd, nella quale si chiedeva il ripristino dello striscione su Giulio Regeni, e un'altra della maggioranza di centrodestra. Proprio durante l'esame di quest'ultima dal pubblico sono cominciati slogan, pesanti accuse agli amministratori comunali e riferimenti alle vicende dei marò. Sono seguite parolacce, tensioni, spintoni, schiaffi e qualche pugno, fino all'intervento degli uomini della Digos e della polizia municipale che hanno allontanato i manifestanti dall'Aula consiliare, con la successiva sospensione dei lavori.

Il sindaco: "Non rimetterò lo striscione" - "Ho tolto lo striscione d'imperio. Sono stanco delle strumentalizzazioni politiche e non rimetterò lo striscione sulla facciata del municipio": lo ha detto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, concludendo il dibattito in Consiglio comunale. "Dico stop allo sciacallaggio - ha aggiunto Dipiazza - perché le polemiche e le strumentalizzazioni hanno offeso e stanno offendendo la memoria di questo ragazzo e la sua famiglia, alla quale esprimo tutta la mia solidarietà".

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