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Berlusconi: "No agli "utili idioti" che appoggiano i grillini | E pensa al futuro esecutivo: un tecnico allʼEconomia

Il leader di Forza Italia sui Cinquestelle: "Sono il più grave pericolo per il futuro dellʼItalia dal dopoguerra". Poi parla del nuovo governo: "Bisogna lavorare per tenere i conti in ordine e per unʼEuropa diversa"

Alle elezioni "la vera sfida è fra la nostra rivoluzione liberale, una rivoluzione possibile e concreta, e il ribellismo del M5s". Lo ha detto in un'intervista a "Il Foglio" Silvio Berlusconi, sottolineando che "se davvero alcune figure della cultura, dell'economia, dell'impresa pensassero di usare i grillini per trarne qualche vantaggio, rischierebbero di fare la parte di quelli che Lenin chiamava utili idioti, da usare e poi da eliminare".

Per il leader di Forza Italia sui Cinquestelle non ci sono dubbi: "Sono il più grave pericolo per il futuro dell'Italia dal dopoguerra. La loro finta democrazia diretta maschera, come tutti sanno, il potere effettivo di pochissime persone - avverte - è lo stesso centralismo democratico dei vecchi partiti comunisti, governato in questo caso da un politburo molto ristretto, costituito da un vecchio comico, un oscuro professionista della comunicazione, e forse la figurina Di Maio". Quindi, continua: "L'idea che l'Italia possa cadere nelle loro mani è assolutamente pericolosa, ed è un pericolo reale, immediato".

La squadra di governo. Dopo aver siglato il patto con Matteo Salvini e Giorgia Meloni, Berlusconi studia già la possibile squadra di governo. "Il nostro ministro dell'Economia dovrà essere ovviamente un tecnico autorevole - spiega - ma anche una persona che conosca l'economia reale, abbia ben chiaro che esiste una sofferenza diffusa nel sistema economico, e che tenere i conti in ordine è un obbiettivo che si realizza meglio se il Paese ricomincia a crescere davvero".

Europa sì, ma diversa. Sulla ipotesi di inserire nel simbolo di Forza Italia le stelle dell'Unione europea, Berlusconi risponde così: "Mi piacerebbe farlo, se l’Europa fosse quella del grande sogno di De Gasperi, di Adenauer, di Schuman. Questa Europa, invece, quella dei burocrati e delle regole stupide, va prima di tutto cambiata profondamente, se vogliamo salvarla". E ancora: "Essere europeisti oggi non significa fare retorica sull’Europa o fingere che tutto vada bene, significa lavorare concretamente per trasformare l’Eu - ropa in un grande spazio di libertà: un’Europa dei popoli e non contro i popoli, basata sui comuni valori cristiani e liberali, capace in nome di questi valori di una politica estera e di difesa davvero comune. Il nostro governo lavorerà per costruirla: sarà un vero cambio di passo rispetto all'inerzia e alla passività dei governi di centrosinistra. Poi – quando ci saremo riusciti – metteremo volentieri le stelle nella bandiera”.

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