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Avellino, morto Ciriaco De Mita: ex premier e leader della Dc

Aveva 94 anni. A febbraio aveva subito un'operazione per la frattura del femore. Dal 2014 era sindaco di Nusco, dove era nato

Morto De Mita, la salma portata nella casa di Nusco

Il feretro di Ciriaco De Mita è stato portato a Nusco (Avellino), sua città natale e in cui era sindaco. I funerali si terranno a Nusco, si sta verificando la possibilità di poterli tenere venerdì pomeriggio, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella oppure sabato mattina nella concattedrale di Sant'Amato.

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L'ex presidente del Consiglio e segretario della Dc, Ciriaco De Mita, è morto all'età di 94 anni.

Attualmente era sindaco di

Nusco

(Avellino), il paese dell`Irpinia che gli aveva dato i natali nel 1928. De Mita era stato sottoposto a febbraio a un intervento chirurgico per la frattura di un femore a seguito di una caduta in casa. Era ricoverato nella casa di cura Villa dei Pini, dove stava seguendo un percorso di riabilitazione.

 


Grande protagonista della Prima Repubblica

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Eletto per la prima volta alla Camera nel 1963, De Mita vi rimase per 30 anni di seguito e fu un grande protagonista della Prima Repubblica. Divenne vicesegretario della Dc nel 1969 e poi segretario il 6 maggio 1982. Per sette anni rimase leader del partito, fino al 1989, e per un anno fu anche capo del governo, svariate volte ministro e parlamentare europeo. Dal 2014 era sindaco di Nusco, eletto con l'Unione di centro.


 



 


L'amicizia con Mattarella e il faccia a faccia con Papa Francesco

- Con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, c'era un'amicizia che durava da una vita e dal Quirinale, aveva rivelato la figlia Antonia, era giunta una telefonata dopo l'operazione, a febbraio, per la frattura al femore. Oltre a quella per il compleanno, puntuale ogni anno. Qualche tempo fa aveva parlato di politica internazionale faccia a faccia con Papa Francesco. Ma, dicono i bene informati, il confronto era stato più profondo, sfiorando anche temi personali, come i percorsi religiosi, umani e, ovviamente, politici.


 



 


A 88 anni il duello tv con il "rottamatore" Renzi

- C'è chi ha detto che la Prima Repubblica non sia mai finita e in qualche modo è stato vero per De Mita, lontano dalla politica nazionale già dall'inizio del millennio eppure sempre presente e appassionato al dibattito politico fino a diventare rappresentante del fronte avverso al referendum costituzionale nel 2016. A 88 anni non si tirò indietro davanti all'idea di un confronto in tv con l`allora premier e "rottamatore" Matteo Renzi. Un duello nel quale non mancarono stoccate personali. Fino alla rivendicazione orgogliosa della propria storia: "Io sono nato e morirò Dc mentre tu non so cosa sei", disse De Mita a Renzi.


 


Un pezzo di storia italiana se ne va: addio a Ciriaco De Mita


 


Fu segretario della Dc

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La storia politica di De Mita è stata legata fin da subito alla Dc: diventò segretario del partito dal 1982 al 1989, anno dell'ultimo congresso nazionale, e rimase presidente fino al 1992. Dal 13 aprile 1988 al 22 luglio 1989, invece, assunse il ruolo di presidente del Consiglio. Laureato in giurisprudenza all'università del Sacro Cuore di Milano, lavorò all'Eni di Enrico Mattei, nel 1956 il primo incarico dentro la Dc, fu eletto deputato nel 1963.


 


Eletto per 30 anni di fila alla Camera

- Il primo ruolo di governo risale al 1968 come sottosegretario all'interno del governo di Mariano Rumor. L'ultimo incarico di livello nazionale, dopo la stagione di Tangentopoli da cui uscì, tra i pochi politici di spicco, senza coinvolgimenti, fu quello di presidente della cosiddetta seconda bicamerale per le riforme costituzionali tra il 1992 e il 1993. Nel 2001 e nel 2006 fu eletto con l'Ulivo, prima nella Margherita e poi nel Pd, per approdare - e non essere stato eletto per la prima volta nel 2008 dopo undici legislature - nell'Unione di centro.


 


 


 


Il secondo mandato come sindaco di Nusco

- Per il secondo mandato a Nusco decise di ricandidarsi all'ultimo annunciando di essere spinto dall'esigenza di "combattere la stupidità", "sono stordito dal trionfo della stupidità in politica. Si insegue l'evento senza comprenderne le ragioni. Mi riferisco in particolare alla Lega e ai 5 Stelle". Vinse con il 60% dei voti.


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