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Napolitano bis, rielezione storica

Eletto di nuovo Capo dello Stato. Superato Rodotà: Alla fine Napolitano incassa 738 voti, mentre il costituzionalista 217 preferenze. Lʼira di Grillo che parla di golpe. Gli auguri di Obama e di Papa Francesco. Intanto è già partito il toto-nomine per il premier: Amato in prima fila

Ansa

Questa volta non ci sono sorprese né franchi tiratori che tengano. I partiti si arrendono allo stallo politico ed eleggono Napolitano per la seconda volta Capo dello Stato tra gli applausi mentre i 5 stelle tacciono e fuori dalla Camera scatenano la piazza. Un bis che non è mai successo nella nostra storia repubblicana. Ad opporsi Sel e il M5S che si ritrovano uniti nel voto per Stefano Rodotà.

Alla fine Napolitano incassa 738 voti, mentre il costituzionalista, con 217 preferenze, prende appena una decina di schede in più della somma di Sel e M5S.

L'ira di Grillo - La reazione di Beppe Grillo non si fa attendere: chiama a raccolta a Roma "milioni" di cittadini per protestare contro quello che chiama un "colpo di Stato". Promette una grande manifestazione ma poi annuncia che non ci sarà. Parole condannate da tutti e costringono i presidenti delle Camere e persino Vendola a prendere una netta posizione critica.

La notte porta consiglio - La candidatura di Napolitano nasce in nottata, sulle ceneri del Pd, per superare l'impasse in cui il partito di Pier Luigi Bersani si era messo dopo aver bruciato i nomi di Marini e Prodi, entrambi impallinati dal fuoco amico dei franchi tiratori. Il segretario capisce che un nuovo candidato democrato andrebbe a sbattere. Aale al Colle, implorando il capo dello Stato ad accettare di candidarsi per un 'bis'. Ipotesi che anche Matteo Renzi, tornato a Firenze, benedice. Dopo Bersani, a varcare il portone del Quirinale è Silvio Berlusconi, insieme a Gianni Letta ed Angelino Alfano. Lo esortano ad accettare, sottolineando che solo il suo nome può tenere unito un Pd sull'orlo della frantumazione, ma con numeri tali in Parlamento da prolungare lo stallo. Napolitano non scioglie subito la riserva. Anche Mario Monti sale al Colle e i governatori delle Regioni (tra loro il leghista Roberto Maroni che, insieme alla Lega, dà via libera alla rielezione), mentre al Colle arrivavano le sollecitazioni dalle forze sociali e dalla società civile.

Qualche ora per riflettere - Il presidente della Repubblica si prende qualche ora per riflettere. Oltre alla stanchezza, pesa il fatto di aver sempre sostenuto che il settennato è concepito per rimanere tale. Ma alla fine accetta, spiegando di non potersi "sottrarre a un'assunzione di responsabilita' verso la Nazione", ma al contempo ammonendo: "Confido che corrisponda un'analoga collettiva assunzione di responsabilità". Parole dirette ai partiti, ai quali il Capo dello Stato fa chiaramente capire di voler formare un governo il prima possibile. L'esecutivo che Napolitano ha in mente prevede la partecipazione di tutte le forze responsabili per fare le riforme necessarie al Paese. Quelle istituzionali ed economiche, sulla falsariga del lavoro dei "saggi" da lui stesso nominati.

Il toto-premier - Il toto-premier è già cominciato: i nomi più gettonati sono quelli di Giuliano Amato (già considerato da Napolitano un ottimo candidato per il Colle) ed Enrico Letta. Napolitano lunedì giurerà e pronuncerà il discorso di insediamento di fronte al Parlamento in seduta comune.

Il sostegno della Chiesa e di Obama - Anche la Chiesa manifesta pieno sostegno a Giorgio Napolitano. Papa Francesco auspica che verso il presidente riconfermato ci sia la "responsabile cooperazione di tutti". La Cei gli esprime "vicinanza" persino "con la preghiera". In un telegramma inviato a Napolitano, riconoscendogli "grande disponibilità e spirito di sacrificio", il Papa auspica che col suo secondo mandato il presidente della Repubblica "possa continuare la sua azione illuminata e saggia sostenuto dalla responsabile cooperazione di tutti". Bergoglio incoraggia inoltre l'Italia "a costruire un futuro di concordia, di solidarietà e di speranza". La notizia della rielezione di Giorgio Napolitano viene accolta con soddisfazione in America. "Ammiro la sua decisione di servire di nuovo il popolo italiano", così il presidente Barack Obama in una nota. La scelta di Napolitano è la garanzia che Italia e Stati Uniti "andranno avanti insieme nell'affrontare le sfide dei nostri tempi".